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«Sto
facendo un cammino in un gruppo vocazionale…
Ma
ora avverto solo la fatica
di decidere… che faccio?»
Serena (di
nome, ma non di fatto)
risponde LUCIANO LUPPI, parroco
Serena
carissima,
prima o poi questo
momento sarebbe arrivato. Il cammino fatto col gruppo in questi
mesi adesso attende da te una decisione. Se ci pensi, anche la
decisione di iniziare il cammino vocazionale non era stata
facile. Occorreva dargli la priorità sulle mille e imprevedibili
altre iniziative, mettersi sinceramente in ricerca vivendo gli
incontri come altrettante tappe di verifica e di
approfondimento, condividere pensieri e sentimenti con gente
tutta nuova e in maggior parte sconosciuta, riducendo i contatti
con gli amici di sempre.
Eppure, una volta
presa la decisione, hai cominciato a partecipare fino a
prenderci gusto, ti sei scoperta a far di tutto pur di non
perdere l’appuntamento successivo e a lasciarti lavorare dentro
dalle novità che man mano andavi scoprendo. Chi lo avrebbe mai
detto? La paura e le resistenze iniziali si sono sciolte quasi
spontaneamente nel momento in cui ti sei buttata. Se ci pensi,
già questo può illuminarti e darti coraggio.
La differenza è che adesso non puoi più adagiarti sul gruppo.
Certo, l’esperienza di condividere la stessa ricerca e le stesse
domande di fondo con altri giovani, ti aveva fatto sentire che
non eri sola, che le tue domande risuonavano anche in altri
cuori.
Ma adesso questo non ti basta più:
il bisogno, di cui mi hai scritto, di cominciare a esplorare la
strada della vita consacrata, esige da te dei passi che
nessuno può prendere al tuo posto.
Sì, i momenti
decisivi della vita, quelli che danno forma alla nostra
esistenza, quelli che ci fanno uscire da uno stato di perenne
“stand by” o all’opposto da una sorta di “zapping”
inconcludente, sono necessariamente passaggi faticosi e
personalissimi. Lo sappiamo, comportano distacchi e rischi, ma è
la libertà stessa che li esige, se non vogliamo finire per
accartocciarci in maniera sterile su noi stessi.
Coraggio, Serena, non restare a metà del guado, abbi il coraggio
di seguire l’intuizione che è sbocciata dentro di te e che ha
dilatato il tuo cuore. Non accontentarti di mezze misure, non
rassegnarti a soluzioni di ripiego.
Vedi bene, Serena,
che qui sta il cuore vero della questione: occorre superare
la sensazione che la vita sia un rompicapo irrisolvibile e ancor
più il timore che si risolva in una grande “fregatura” e
arrischiare il passo e fidarsi di Dio che chiama.
Ma tu ti chiedi: come fare? Dove posso trovare la spinta per
fidarmi e rispondere impegnando fino in fondo la mia libertà?
Non c’è che una strada: occorre che tu scopra che
Lui non è uno che avanza
pretese come un estraneo, ma è già presente nella tua vita,
anzi, ne ha accompagnato le tappe con sapienza senza mai
abbandonarti, anche quando la fatica e la prova sembravano farti
pensare il contrario.
Tutto questo,
compreso e gustato, sarà per te come un trampolino da cui
tuffarti con slancio e ti permetterà di abbracciare senza
timore, anzi con piena fiducia, la sua volontà di alleanza con
te, un’alleanza di vita e per la vita.
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SE VUOI
n. 1/2009
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