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è un circolo
d'amore
Commento e
spiegazione del significato del poster
per la 48a Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni
di Maria De Luca, autrice del
poster
Da
quel giorno lontano, tra una folla affamata,
Gesù continua a chiedere ai suoi
discepoli:
«Quanti pani avete?».
Lo fa oggi attraverso la comunità
cristiana
o nella profondità del nostro
cuore…
Ci dice, cioè: vi rendete
conto di quanti doni avete ricevuto?!
E aggiunge:
«Andate a vedere».
Cioè, prendetene coscienza,
è importante e urgente! C’è un
capitale fermo,
che forse state sprecando o
utilizzando solo per voi!...
Mentre quei pani – i vostri
doni – sono per tutti!
E non c’è oggi meno gente
affamata intorno a voi di “quel giorno”:
affamata di pane, di gioia, di
senso, di speranza, di Dio…
Il pane è segno di futuro, di ciò
che fa vivere:
dal pane/nutrimento, ai beni, ai
talenti, alle capacità
che il Signore, chiamandoci a
seguirlo,
dona a ciascuno perché possa
realizzare in pieno la sua Vocazione.
È difficile quantificare questo
mare di beni, eppure è reale
come reali sono i tanti “fratelli
affamati” che ci passano accanto.
E Gesù ci sprona:
«Voi stessi date loro da
mangiare».
Tutta la comunità cristiana e
ognuno personalmente
siamo interpellati e coinvolti
per provvedere alle necessità dei fratelli
perché, una volta rifocillati,
anch’essi possano soccorrere altri.
È un meraviglioso circolo
d’amore in cui siamo chiamati ad entrare.
“SOLO L’AMORE VEDE”: vede i doni
ancora inoperosi da mettere in circolazione;
vede i tanti fratelli poveri che aspettano;
vede quanto più bella può essere la vita per tutti quando ci
facciamo dono;
vede la Sorgente dei doni, e ringrazia.
NEL POSTER:
-
Il pane
nella foto sullo sfondo è un richiamo al pane moltiplicato da
Gesù, ed anche un richiamo a tutto il pane che attende oggi di
essere donato da noi.
- Le due
mani che si protendono – offrendo pani e pesci – esprimono
il gesto semplice avvenuto “quel giorno” da chi, ignaro di ciò
che sarebbe poi avvenuto, dà con fiducia quello che ha. Il
seguito è nelle mani di Dio, ieri come oggi.
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sulla rivista
SE VUOI
n. 1/2011
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