per i giovani che guardano al futuro  

 

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INDISPENSABILE

di Mariafrancesca Mucciato

e Antonio Russo

 

ATTENTI A QUEI NONNI!

di Andrea Rota, Bergamo

 

INDISPENSABILE

(Testo: Mariafrancesca Mucciato / Musica: Antonio Russo)
 

È già successo tante volte che ad allontanarmi da Te
la vita è stata difficile, un insieme di sterili regole,
incertezze ed inquietudine.
Ma basta poco per staccarmi per perdermi ed ancora cercarmi
e tornare ad inseguirTi in eventi che altro non fanno
che confondermi.
Ma non c’è sera senza aurora, primavera che non torni ancora,
non c’è bruco che non sia farfalla, zattera che non stia a galla…

Rit. Ecco perché è bastato, mio Signore,
quel pezzo di pane
perché la vita fosse solo colore.
Ecco perché è bastato, mio Signore,
quel sorso di vino per fare di Te
l’unica cosa che è indispensabile.

Ogni volta che perdo Te il mondo non ha un perché,
non so neanche più dov’è

ciò che fa di me la piccola parte del Tuo esistere.
E quando penso stia per rompermi
arrivi Tu a stupirmi, a risollevarmi e ricucirmi
con un segno d’Amore vero, idea che si fa pensiero.
Sarai voce della mia speranza, sarai attesa e pazienza;
della mia gioia sarai la costanza,

sui miei passi nessuna ombra. Rit.


Ecco perché, sulla Tua croce, mio Signore, io trovo l’Amore
nelle Tue mani la mia salvezza.
Ecco perché nel Tuo sguardo, mio Signore,
c’è la bellezza di qualcosa che ora e per sempre è
indispensabile… indispensabile.
 

 

Cari lettori di “Se Vuoi”… Chi vi scrive è il Destinatario(!) della canzone che avete letto ora... L’autrice è andata un po’ in crisi quando le è stato chiesto di scrivere qualcosa su quella che è stata l’ispirazione e la nascita di questi versi… così ho provato ad aiutarla…
 

“Indispensabile” è nata come poesia, in una calda estate di tre anni fa; c’era il sole, c’era il mare, c’era un gruppo di persone che si erano appena conosciute e c’era anche un po’ di sfortuna (a quanto dicevano loro), dato che il mare ed il sole si vedevano solo da lontano, offuscati dalle nuvole piovose che coprivano il cielo. Non sapevano che era tutto calcolato… da Me, ovviamente. Dopo un anno estenuante come può essere quello della maturità, chiunque ha voglia di una bella vacanza; c’è da dire che la ragazza (o Mariafrancesca, se preferite) era partita con la ferma intenzione di divertirsi. Punto. Ma poiché vari eventi che si erano susseguiti nel corso di quell’anno l’avevano un po’ disorientata, ho pensato che quella settimana lontana da casa, genitori, amici e compagnie varie potesse essere utile per ristabilire qualche equilibrio ormai divenuto precario. Per farlo ho anche dovuto convincere un altro ragazzo (Antonio, l’autore della musica) a partecipare a quella vacanza… oh, non ne voleva sapere!! Insomma... è vero che sono l’Eterno, ma non ve la faccio troppo lunga: Mariafrancesca ha riaperto gli occhi, si è trovata davanti ad una vita da vivere e ad una persona che sarebbe stata lieta di accompagnarla (indovinate chi??). E, in uno dei tanti pomeriggi di pioggia, Mi ha scritto questa lettera che in parole povere dice: “Signore, sai che io come al solito mi ero un po’ persa nei miei problemi e nei miei dubbi, nelle paure e nella sensazione di inadeguatezza… poi è capitato che mi sono guardata intorno, ho trovato queste persone, ci ho chiacchierato… e sai cosa? Tu eri proprio lì! Io ti ho visto, eh! Proprio quando non ci speravo più… è proprio vero, a guardare con i Tuoi occhi è tutta un’altra cosa… sei Indispensabile!” …e la musica? Dài, questo ve lo faccio raccontare dal suo autore… si, quello lì che in vacanza non ci voleva andare! Ah, un’ultima cosa: anche voi, a Me, siete indispensabili

Vacanze? Neanche una mezza idea di trascorrerle in quel modo. Eppure se ne fanno di scoperte!…
“Tu scrivi il testo, io compongo la musica!”, una semplice promessa lanciata così, a caso, nel bel mezzo di un’alba eccezionale; lanciata a caso, ma immediatamente raccolta da Chi è fedele ad ogni promessa.
E tutto sgorga spontaneo, senza costrizioni. Una melodia dolce, una sequenza di accordi e note mai pianificate, ma già pronte per armonizzarsi ad un testo che appare più che “indispensabile”. Così capita che i due giovani in questione si ritrovino, ad un mese di distanza, a rivisitare quegli attimi: e, nel corso di questo incontro, musica e testo si intrecciano come fossero nati insieme, l’una per l’altro, amalgamandosi in un gioco coinvolgente di emozioni e sentimenti.
Potrebbe apparire tutto un po’ poetico, un tantino romanzato… eppure le cose si sono svolte proprio in questo modo, tanto da stupire anche noi. Appare ora superfluo soffermarsi su certe descrizioni, dal momento che tutto è racchiuso nell’Indispensabile che ha operato in noi e tramite noi. Nei cuori restano vivi tali incredibili sussulti; a noi e a voi non resta che iniziare e/o continuare la meravigliosa scoperta del Suo continuo donarsi.

 

Antonio e Mariafrancesca
(di Caserta e Lecce)

 

ATTENTI A QUEI NONNI!

Sono Andrea Rota, abito a Bariano/BG, ho 21 anni e frequento l’università di Sicurezza delle reti informatiche. Ho numerose passioni, come lettura, sport, musica e, non ultimo, il volontariato.
Dopo parecchio tempo che ci pensavo, l’anno scorso ho deciso di intraprendere la strada del
Servizio civile. Alla base di questa scelta sta sicuramente il “dovere morale”: sentivo come un impegno al quale non potevo mancare, un impegno importante e responsabile, che alla fine potesse insegnarmi qualcosa. Avendo tempo a disposizione (tutti ne abbiamo, basta trovarlo!) ho provato a pensare quale fosse il modo migliore per occuparlo; un modo che potesse essere utile agli altri e anche a me stesso.
Inoltre condivido pienamente i valori della Carta di impegno etico, posso riconoscermi in questi ambienti e in questi contesti: la pace, il difendere la Patria con gesti di solidarietà e non con le armi; la società, il condividere e rispettare le regole del vivere insieme; imparare a socializzare, aprendosi al dialogo e al confronto con altri volontari e con le persone impegnate nell’ente. Ecco così la mia scelta del progetto: “Attenti a quei nonni!” – assistenza agli anziani nel comune di Ciserano. Può sembrare strano, ma ho voluto fortemente lanciarmi in questa avventura, scegliendo un campo diverso da ciò che avevo imparato negli anni scolastici. In particolare
ho voluto dedicarmi agli anziani per due motivi: primo, perché oggi sono purtroppo esclusi ed isolati dalla società, al contrario di qualche tempo fa, quando l’anziano era il saggio, la guida della comunità. La maggior parte degli anziani che assisto vive sola e, si sa, la solitudine è qualcosa di orribile. Secondo, perché pochi/e ragazzi/e scelgono questo servizio.
La maggior parte del tempo la trascorro nel centro diurno integrato, dove ci sono circa 30 anziani; si fanno numerose attività, ludiche e non, ginniche, laboratori, arte-terapia, ascolto della musica, canto… Oltre a tutto ciò trascorro del tempo anche a domicilio di altri anziani: li aiuto nelle semplici azioni domestiche (come andare in bagno o a letto) e tengo un po’ di compagnia, che è sempre ben voluta da tutti loro.


Fin dal primo giorno di servizio mi sono sentito coinvolto nel progetto. Questo grazie alle persone che lavorano con me, mi hanno accolto e, da subito, mi hanno fatto sentire importante.

Quello che mi hanno trasmesso è la straordinaria umanità in ogni gesto, l’affetto e la passione verso un’altra persona; l’umiltà di mettere sempre un sorriso anche quando si è di fronte alla sofferenza e al dolore.
Non è comune trovare questi valori oggi, mi ritengo fortunato ad averli incontrati in questo anno di servizio.
Un grazie va senz’altro agli anziani, con tutti loro si è creato un ottimo rapporto: ho potuto notare come un gesto semplice, come l’ascolto, si carichi di un forte significato davanti alla solitudine. Troppo spesso non si trovano 5 minuti per parlare con un amico o con una persona che non si conosce!
Da questo anno mi aspetto una
crescita personale sul lato umano; spero accresca in me alcuni valori, quali aiuto, solidarietà, disponibilità, ma anche impegno costante, sacrificio e riflessione. Spero infine possa essere un passaggio importante per il mio futuro.
 

Andrea Rota
Volontario in Servizio Civile

 

 

da "Se vuoi" n. 2/2009

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