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La rivista SE VUOI festeggia i suoi
“primi 50 anni”!
Per l’occasione
abbiamo chiesto a
Maria De Luca,
che da molti anni ha la responsabilità della rivista,
di raccontarci un po’ di storia e ...qualche curiosità
●
Perché “SE VUOI”?
●
Quando è iniziato? Chi l’ha
voluto?
● Perché
questo titolo? Chi l’ha scelto?
●
Per chi è “SE VUOI”?
● Qualcosa su
questi 50 anni?
Quali valori ha cercato, soprattutto, di
trasmettere?
● Qualche ricordo
particolare?
● Che cosa si
propone e si augura per il futuro?
● Perché “SE VUOI”?
Soprattutto, per due motivi: è l’espressione spontanea, direi,
di un gruppo di persone che vivono la missione vocazionale nella
Chiesa – una nuova comunità religiosa nella Famiglia Paolina,
che si serve dei mezzi di comunicazione sociale per annunciare
il Vangelo –. Perciò, una rivista di orientamento per i
giovani, ai quali è rivolto particolarmente il nostro
apostolato, è come un suo frutto naturale! E, poi, il secondo
motivo è che, quando è nato SE VUOI, un’altra rivista
vocazionale per i giovani a livello nazionale non c’era. E,
quindi, era molto opportuno e utile che ci fosse.
● Quando è
iniziato? Chi l’ha voluto?
SE VUOI è
nato l’11 febbraio 1960. Il nostro Istituto “Regina degli
Apostoli per le vocazioni” (Apostoline) era appena iniziato; la
maggior parte di voi avrà letto qualcosa al riguardo su SE VUOI
n.4/2009.
È il beato Giacomo Alberione, il nostro fondatore, che ha
voluto questa rivista. Racconto un piccolo aneddoto, un breve
incontro un po’ curioso con lui, che le ha dato il “via”! Era la
mattina del 24 giugno 1959, ed io ero in partenza per Torino con
altre tre sorelle per iniziare lì una comunità. Don Alberione
era venuto da noi a Castel Gandolfo e, dopo la Messa, ero andata
a salutarlo, dicendogli che dovevo prendere presto il treno…
Senonché, ci fu un cambiamento di programma (lui era il
fondatore e questo era possibile!): «Ma tu non devi
partire!...», mi disse. Gli risposi subito: «Non devo partire??!
Ho già spedito a Torino il baule con la mia roba!...». Ricordo
bene il suo sorriso un po’ divertito e benevolo, e ciò che mi
disse: «È tempo di iniziare una rivista
per i
giovani, per tutte le vocazioni.
Sta uscendo anche un’altra rivista della Pontificia Opera per le
Vocazioni Ecclesiastiche (pubblicata poi solo per alcuni anni:
La Vetta), ma quella è per le vocazioni sacerdotali, questa sarà
per tutte le vocazioni». L’idea mi sembrò subito molto bella,
anche se impegnativa (eravamo giovani e inesperte). I miei
pensieri intanto correvano avanti e indietro: dal baule, in
viaggio per Torino, alla rivista: come sarà? E pensai: sarà come
una lettera (scritta a tanti, anziché a una sola persona) e poi
ci faremo aiutare da amici esperti e dai lettori: saremo una
famiglia grande!
Nei primi numeri di SE VUOI don Alberione ha scritto: «Parlerà
di tutte le vie di Dio, non vi stancherà; parlerà in modo
semplice, amichevolmente… È la voce di un Istituto sorto per
l’apostolato vocazionale. Ha un grande raggio di luce… È frutto
di esperienze». E a noi diceva:
«Se vuoi: che possiate
ripeterlo a 1.000, a 100.000 anime!».
● Perché
questo titolo? Chi l’ha scelto?
Il giorno in cui don Alberione lanciò l’idea della nuova
rivista, congedandosi, aveva anche suggerito: «Pensate a un
titolo». E, così, scegliemmo subito: SE VUOI. A noi piaceva
molto e, per fortuna, anche a lui! Ci disse solo di aggiungervi:
“vieni e seguimi” (rimase così per qualche anno, poi fu
semplificato perché più adatto ad un titolo e per ampliarne il
messaggio).
Scegliemmo “SE VUOI” perché sono parole di Gesù che
evocano con chiarezza la chiamata di un giovane. Poi perché, pur
nella brevità, dicono forza e decisione (con il verbo
volere) e al tempo stesso rispetto della libertà umana e
gratuità (con il se). Ci è sembrato subito che il titolo non
potesse essere che quello! Contiene una specie di “dichiarazione
d’amore” da parte di Dio, che lui alla sua maniera rivolge a
ciascuna persona, nei tempi forti/decisionali ma anche ogni
giorno, nella quotidianità. La vita è una continua proposta a
scegliere nella libertà. Anche nelle relazioni umane più
profonde è così. L’amore vero, e soprattutto quello di Dio, sa
che solo nella libertà può trovare spazio e futuro.
● Per chi è “SE VUOI”?
Si rivolge particolarmente ai
giovani,
che cercano il senso della vita e vogliono conoscere le diverse
vocazioni nella Chiesa e varie possibilità d’impegno. Ma tra gli
abbonati vi sono anche molti “educatori”
interessati al tipo di proposta vocazionale rivolta ai giovani.
● Qualcosa su questi 50
anni?
Quali valori ha cercato, soprattutto, di trasmettere?
Nel suo cammino, SE VUOI ha incontrato veramente tanti amici:
collaboratori esperti nei vari campi, testimoni di vita, lettori
saltuari o fedelissimi che si sono alternati, dall’inizio fino
ad oggi… e che insieme alla nostra redazione – che più volte s’è
rinnovata e allargata – hanno “fatto” la rivista! E ci hanno
permesso di esistere! All’inizio è stata trimestrale per qualche
anno; poi ha pubblicato un sedicesimo in più espressamente per
gli educatori (84 pagine), fino a quando il C.N.V. ha dato vita
ad una sua pubblicazione per loro; il formato è stato sempre
tascabile, perché dai sondaggi risultava il più gradito.
Il primo valore che abbiamo sempre cercato di trasmettere è il
senso della vita come vocazione: chiamata di Dio e risposta
umana: dono da ridonare. E, quindi, la scoperta della gioia
nascosta nel “sì” a Dio innanzitutto ma anche agli uomini,
specialmente quelli più in difficoltà.
Nella nostra proposta vocazionale, ampia ed anche specifica,
abbiamo sempre valorizzato particolarmente il riferimento alla
Parola di Dio (con una rubrica curata da diversi biblisti), il
contributo a livello psicologico per un cammino di crescita
nell’amore, esperienze e testimonianze di persone che vivono
vocazioni diverse, fotolinguaggi, presentazione di Istituti,
Movimenti ecc.
● Qualche ricordo
particolare?
Tra i tanti lettori incontrati, ricordo una ragazza che aveva
trovato, in una chiesa di Assisi, un numero di SE VUOI con la
testimonianza di una monaca di clausura, di un monastero che lei
non aveva mai sentito nominare, e si era sentita subito di
andare ad incontrarla (la monaca non aveva ancora ricevuto quel
numero appena uscito!)... Dopo un cammino di conoscenza e di
esperienza, è entrata anche lei in quel monastero. Penso anche a
due giovani che ci scrissero della loro amicizia nata attraverso
la rivista e, poi, in seguito... del loro matrimonio (inviandoci
anche la foto di quel giorno!). Tra le migliaia di testimonianze
pubblicate, ricordo bene quella che un missionario francescano
ci inviò dal Guatemala (dove è ancora), accompagnata da una foto
di un gruppo di persone con un bambino... nato proprio durante
la celebrazione eucaristica (la casa parrocchiale s’era
trasformata per l’occasione in reparto maternità!). E, al
termine della Messa, mamma e bambino, insieme a tutta la
comunità, avevano posato felici per la foto...!
● Che
cosa si propone e si augura per il futuro?
Vorremmo che SE VUOI fosse sempre di più una piccola luce
nella vita di ciascuno di voi: che indica la direzione e
accompagna nel cammino; mette a fuoco tutto il Bello e il Bene
che c’è nella vostra vita, e il valore proprio di ogni vocazione
con le diverse possibilità di servizio, in Italia e in terra di
missione. Insomma, aiuti a scoprire che siamo pensati, amati e
chiamati da Dio, per realizzare con lui un Progetto d’amore per
il bene di tutti. Per noi è sempre una grande gioia quando ci
comunicate che la rivista è servita a farvi crescere e a
maturare scelte coraggiose, anche del sacerdozio e
di consacrazione a Dio.
SE VUOI continuerà a camminare con fiducia insieme a voi e a
molti altri giovani, speriamo!... con la semplicità e profondità
che la caratterizzano (come spesso ci dite). E, mentre l’idea
della “lettera” ci accompagna sempre e vorremmo
mettere in ogni numero le cose più belle e interessanti…, ci
auguriamo che anche ciascuno di voi – nel riceverla – provi un
po’ di quella gioia che si prova nel ricevere una lettera attesa
da una persona carissima!
leggi l'articolo sulla rivista
SE VUOI
n. 2/2010
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