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Riportiamo uno stralcio dell'ottavo articolo di don Luigi Vari sull'esperienza di fede
di
SAN PAOLO...
di Luigi Vari, biblista
Leggendo
Paolo si acquista una certa familiarità con lui e nascono
domande sempre più profonde. Incuriosisce soprattutto la fede
di Paolo; e a lui, conquistato e afferrato da Cristo, si è
curiosi di domandare non solo che cosa pensasse di Cristo, ma:
“chi è Cristo per te? Come ha illuminato la tua vita?”.
Ci sono dei brani che meglio di altri rispondono a queste
domande, sono testi conosciuti come inni, sono delle preghiere
che Paolo impara a dire quando parla con Cristo e li trova
talmente veri da scriverli nelle sue lettere...
Il primo inno che si può leggere è quello che si trova nella
lettera agli Efesini
1,3-14:
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci
ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in
Cristo.
In lui
ci ha scelti
prima
della creazione del mondo per essere santi e immacolati di
fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui
figli adottivi
mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua
volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci
ha gratificati nel Figlio amato.
In lui,
mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono
delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli
l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e
intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua
volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al
Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle
sulla terra.
In lui
siamo stati fatti anche
eredi,
predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera
secondo la sua volontà - a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui
anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il
Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato
promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa
della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato
a lode della sua gloria.
La prima reazione è di lasciar perdere subito perché sembra
molto difficile e realmente è un brano molto ricco; ma forse si
può leggerlo senza la pretesa di spiegarlo tutto, proprio come
una preghiera che si può immaginare sulle labbra di Paolo, per
scoprire che cosa egli dice a Cristo.
Prima di tutto, benedice Dio perché gli ha donato Cristo, dice
cioè che Cristo è una benedizione. Forse pensa alla sua
vita prima d’incontrare Cristo e se la ricorda come una vita
alla quale mancava qualcosa, e forse quello che mancava non era
la cultura e nemmeno una fede molto forte e combattiva, non
mancavano intelligenza e potere e non mancava nemmeno un lavoro
ed una certa disponibilità economica. Paolo fa capire che gli
mancava la benedizione. Per lui
essere
benedetti significa scoprire che non si sta al mondo per caso,
ma che Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo, e ha
circondato di amore ogni persona
mettendola nell’orizzonte (questo è il senso del verbo greco che
normalmente si traduce con predestinare) della creazione con
l’unico desiderio di riconoscerla come figlia.
Cristo è una benedizione perché realizza questo desiderio di Dio
e fa diventare ogni uomo figlio di Dio.
Si capisce bene che la benedizione è più per chi la riceve che
per chi la dona....
Paolo mostra i motivi della benedizione e il principale è quello
che Cristo, mediante il suo sangue, ha dato ai credenti la
possibilità di vivere come figli di Dio, cioè li ha resi capaci
di agire come persone più forti dei mille condizionamenti,
pregiudizi, ecc. che appunto condizionano le scelte di ognuno.
Fondamentalmente, la condizione di figlio di Dio si manifesta
nella libertà, nell’essere responsabili della propria vita,
delle proprie scelte e delle proprie relazioni.
Avere una vita propria, darle un significato, comprenderla
nel suo svolgersi non come un dado che rotola su un tavolo da
gioco, ma come un disegno che si rivela lentamente è lo scopo
della ricerca di ogni persona. Incontrare Cristo significa
raggiungere questo scopo, perciò Paolo, dopo averlo salutato
come benedizione, lo saluterà in Ef 2,14: nostra pace.
leggi tutto l'articolo su SE VUOI n. 2/2010
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