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Alle
vostre domande vocazionali, risponde Don DOMENICO SIGALINI
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Uno sfogo....
Chi sono
e cosa voglio?
Sono la classica “brava ragazza” che
non ha mai dato problemi né a scuola né per altro. Ma ora che
sono cresciuta e i miei non mi dicono più cosa “devo fare”, mi
ritrovo a non saperlo. La libertà mi fa paura! Come faccio a
capire chi sono e cosa voglio?
Sara 19 anni
Carissima Sara, la libertà è uno dei più bei doni che Dio ci
ha dato. Immagina se invece di poter scegliere avessimo
impiantato nel cervello un chip che ci fa fare tutto quello
che serve nella vita come se fossimo delle macchine o degli
automi! Che vita sarebbe? Soprattutto come potresti
sprigionare dal tuo cuore l’amore per Lui, per una persona?
La libertà ti fa essere quello che desideri come pienezza
della tua vita. Che cosa desideri fare della tua vita? Un
dono? Uno zerbino su cui tutti sfregano le scarpe? Deciditi
per il dono e in questa decisione Dio ti farà incontrare per
chi e come.
Salvezza
Gesù è morto per la nostra salvezza! Questo l’ho sempre sentito
dire, ma ora mi chiedo: che significa? E di quale salvezza
parliamo? Sono confuso…
Michele, NA
Carissimo Michele, purtroppo noi crediamo di essere esenti
dal male, di bastare a noi stessi, di poter realizzare ciò
che desideriamo, basta volerlo, di avere sempre motivi belli
per vivere, di non essere corrosi mai dalla noia… ti pare
che questa sia la vita di tutti i giovani, di tutti i
giorni? Che nel mondo ci si voglia bene e che non ci siano
ingiustizie? Che l’uomo sia capace di bontà e di dono? Non
vedi quanto male c’è nel mondo e che un po’ alla volta può
prendere possesso anche in te? Ecco: salvezza è avere da Dio
vita piena, senza male né per sé, né per gli altri; ma ancor
di più significa potersi adagiare in braccio a Dio per
sempre nel suo amore sconfinato. Gesù, perché questo fosse a
noi possibile, ha pagato per tutto il male che è stato
fatto; se l’è caricato sulle spalle e ha vinto per tutti
noi. Ti pare poco?
"Sbattezzarsi" ?!?
Un mio caro amico vuole “sbattezzarsi”. Ma come è possibile? E
che senso ha? Anna, Padova
Carissima Anna, purtroppo capita che non pochi giovani
sobillati da qualche pagina internet credano di potersi
cancellare il battesimo dalla vita, invece possono solo
chiedere che nel registro dei battesimi si scriva: da oggi
(data) questa persona non vuol più essere ritenuta
cattolica. Il battesimo una volta dato è dato per sempre,
solo che il tuo amico non ne vuol più sapere. Quell’acqua è
caduta sul suo capo e non possiamo portare indietro la
storia. Se non è credente deve star sicuro che non c’è più
nessuna cellula del suo corpo che non sia cambiata da allora
e non c’è nessuna contaminazione cattolica. È rinnegare in
maniera formale ciò che tanti fanno concretamente non
frequentando la chiesa e non credendo più a Dio. Solo che
questo gesto resta per la vita: non potrà più ricevere
sacramenti, come comunione, matrimonio… non gli si potranno
fare i funerali in chiesa.. Coerentemente con la sua volontà
di cui la chiesa ha un grande rispetto. Importante è che tu
ti preoccupi del perché è arrivato a questa decisione! Ciao.
Volontariato
Mi piacerebbe fare un po’ di
volontariato durante le mie ferie, a chi posso rivolgermi?
Roberto 1991
Se hai capacità di smanettare
in Internet puoi trovare moltissime proposte. Devi decidere
che cosa vuoi. Nel terzo mondo? Al Cottolengo di Torino, in
una Caritas, a Lourdes con i malati? Passa comunque dalla
Caritas della tua diocesi o dall’ufficio missionario e avrai
molte proposte, ma spicciati però, che è già tardi!
Uno
sfogo...
Sono un ragazzo di ventiquattro anni da
sempre impegnato nell’associazionismo cattolico. Ultimamente,
però, non nego che le mie certezze siano state sfiorate da
qualche perplessità. Quando mio nonno è morto il mio parroco ha
avuto un comportamento distaccato: quando arriviamo con la salma
nessuno ci a-spetta sul sagrato, non ci curiamo ed entriamo. La
chiesa è gremita, è venuta gente da ogni dove. Penso: “se il
nonno fosse qui, sarebbe felice di riabbracciare tanti amici”.
La Messa funebre ha inizio, ma è brevissima: di fatto dura meno
di un quarto d’ora. Il nome del defunto viene citato una volta
soltanto, non c’è alcuna omelia e, alla fine, il prete, prima di
tornare in sagrestia, benedice alla meno peggio la salma, senza
l’ausilio dell’incenso. Sbalorditi,c’interroghiamo: “Cosa sarà
mai successo? Perché quel prete si è comportato in quel modo?
Cosa ha fatto il nonno di così grave?”… A mia madre che gli ha
chiesto il perché di quel comportamento ha spiegato (prendendo
senza discutere l’offerta) che mio nonno non era un osservante…
Sostanzialmente, il messaggio che ne ricavo è il seguente: non
m’importa quello che tu fai della tua vita, ma se non frequenti
la Messa domenicale sei fuori dalla Grazia di Dio e meriti di
essere punito. Se Dio affermasse ciò, mi guarderei bene da Lui.
So bene, però, che il mio Dio non è quel Dio. Lei che mi dice?
Vincenzo
Carissimo, il
giudizio è sempre e solo di Dio e nessuno al mondo lo può
fare: tuo nonno meritava una preghiera ancora più profonda,
un funerale ancora più pieno di preghiere e suppliche perché
il perdono del Signore potesse essere il più largo
possibile; e voi, in occasione del suo funerale potevate
fare un’opera di carità per i poveri che conoscete nel
vostro quartiere o mandare un’offerta ai terremotati di
Haiti per avere qualcuno che potesse affidare alle braccia
di Dio la vita del nonno.
Purtroppo, la
mentalità di oggi fa diventare i funerali un panegirico, con
molte parole, spesso non rispettose della stessa
riservatezza del defunto. Si spendono molti quattrini per i
fiori, per le lapidi e non invece per opere di carità che
sono le uniche che possono aiutare il defunto nella
espiazione delle sue colpe. Questo però non ha niente a che
fare con una liturgia affrettata e fatta quasi per dispetto,
che invece deve sempre essere volto della misericordia di
Dio. Purtroppo oggi pochi sacerdoti preparano un funerale
orientato ad ottenere misericordia da Dio.
Se hai qualche domanda da
fare, puoi rivolgerti a: don Domenico Sigalini - Rubrica
“Caro don”
SE VUOI - via Mole 3 -
00040 CASTEL GANDOLFO/RM.
oppure scrivere all'indirizzo
e-mail:
sevuoi@apostoline.it
(indicando
nell'Oggetto: per rubrica Caro Don)
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n. 4/2010
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