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sr. Gianna Di Bari  e sr. Marina Beretti

hanno celebrato il loro 25° di professione religiosa

tra le Suore Apostoline, il 30 ottobre scorso.

Abbiamo chiesto loro di parlarci dei sogni di 25 anni fa e quelli di oggi...

 

 

 

 

 

A sr. Cinzia Giacinti abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa

dei tre anni (2007-2010) di esperienza missionaria

vissuti dalle Suore Apostoline

nella diocesi di Balsas (Nord del Brasile)

 

 

 

Lui ha sostenuto la mia vita

di sr. Gianna Di Bari ap

 

Ringraziare è una grande preghiera! (b. Alberione). Queste parole del nostro Fondatore esprimono ciò che oggi vivo e porto nel cuore, perché tanti sono i motivi per ringraziare e benedire il Signore per questi 25 anni di vita apostolina.

Cari amici di Se Vuoi, cosa dirvi di questa bella tappa della mia vita religiosa? entre scrivo queste righe, mi accorgo che non è così facile esprimere ciò che vivo in profondità, e allora cerco di aiutarmi rifacendo memoria di questi anni e ripercorro velocemente gli eventi più significativi che mi hanno portata ad essere quella che oggi sono. Nel voltarmi indietro riconosco “la mano di Dio sopra di me” come Don Alberione ha scritto di sé, rivedo i momenti di pace, di serenità, così come i momenti di fatica, di dolore e riconosco come in ogni evento il Signore ha seguito e sostenuto la mia vita, come solo Lui può fare.

Ringrazio il Signore per il dono della vita e della fiducia chiamandomi a vivere la vocazione apostolina, per la pazienza e l’amore con cui ha sostenuto la mia fragilità e debolezza; e la mia famiglia che, anche se non praticante, mi ha sempre lasciata libera nelle scelte fondamentali.

Grazie a tutte le persone che ho incontrato: i giovani con la loro sete di dare un senso alla vita, le famiglie, i sacerdoti, i religiosi, le religiose... perché anche loro mi hanno aiutata a crescere nel dono e nella gratuità della missione apostolina. Ognuno è stato un “segno” della presenza di Dio.
Grazie agli anni vissuti in Brasile, dove ho incontrato un popolo con una fede forte e bella, nonostante viva in gran parte situazioni d’ingiustizia e sofferenza.

Grazie alle sorelle Apostoline perché, come diceva il nostro Fondatore, insieme ci facciamo «portatrici della voce di Dio: Dio non parla direttamente ma ispira. Voi siete come i canali… La vocazione parte da Dio, passa da voi che siete i canali e arriva alle anime».

Desidero terminare queste righe con una preghiera di s. Paolo che vuol essere il mio augurio per ognuno di voi: “Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità… possiate conoscere l’amore di Cristo” (cf. Ef 3,17-19). Buon cammino nelle vie della Vita!

 

 

 

 

Realizzare il Sogno-promessa di Dio

 

di sr. Marina Beretti ap

 

"Troppo bello per essere vero!". È questa, qualche volta, la sensazione che si sperimenta al risveglio di un sogno che ci ha fatto bene. In altre mattine semplicemente salutiamo il sogno notturno dicendo “è stato un sogno”, sia quando lascia dentro un po’ di amarezza, sia quando lo lasciamo andare con un po’ di nostalgia. Usare la metafora del sogno per condividere con gli amici di SE VUOI qualcosa di questi 25 anni di vita tra le Suore Apostoline è riconoscere che “sogno” si coniuga con altre due parole: promessa e desiderio.

Promessa, quella di Dio sulla mia vita, sempre sorprendentemente fedele, originale, nuova!

Desiderio, quello cresciuto in me, dentro gli slanci e le resistenze di questi anni, e che non si è spento o rimpicciolito: restituire al Signore tutto ciò che mi ha dato gratuitamente e aiutare tutti, in particolare i giovani, a incontrarsi con l’amore di Dio, conoscere la sua volontà e trovare la gioia di rispondergli. Mi viene da dire: troppo bello perché vero, reale, concreto!

“Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gen 28,16), aveva detto Giacobbe risvegliandosi dal sogno fondamentale della sua vita, quello che gli rivelava la promessa di Dio. “Il Signore mi aspettava qui senza che lo sapessi”, posso ripetere anch’io facendo memoria dei tanti passaggi di vita che Lui mi ha fatto compiere, delle persone incontrate, delle storie che mi sono state consegnate, delle gioie condivise e anche delle lacrime raccolte. Credo che la grazia più grande che il Signore mi ha fatto sia stata proprio quella che la mia vita di Apostolina - chiamata a “offrire e consumare la vita per le vocazioni” - si sia incontrata con il mistero della vita di tanti, con il dono della vocazione che è stata data a ciascuno, con la fatica del cercare, comprendere, vivere ciò che il Signore chiede, con quelle paure da incontrare e attraversare, presenti nel cuore di chiunque faccia un cammino serio di ricerca, con la voglia di bene, di amare e di essere amato presente in ogni persona…

Sono più che convinta che siano proprio le persone incontrate nel cammino di questi 25 anni, soprattutto i giovani, che mi hanno consegnato giorno per giorno il sogno-promessa di Dio. Le loro condivisioni, il camminare insieme nella loro personale storia che piano piano si manifestava come storia personale di salvezza, la quotidiana ricerca di fedeltà dentro le fatiche che la vita non risparmia a nessuno, anche attraverso gli errori, e il ritrovare cammini di vita, la passione per l’incontro con la Parola e per imparare a seguire Gesù… mi hanno fatto capire che la mia vocazione non mi è semplicemente stata data in anticipo ma mi è consegnata giorno per giorno!

Sento di essere stata particolarmente custodita dal Signore in questi anni: ho sperimentato spesso che nella mia fragilità e debolezza Lui è venuto incontro con la sua bontà e con un supplemento di fiducia. Ne ho fatto esperienza attraverso chi mi ha guardato con lo sguardo intenso della misericordia del Padre e mi ha invitata a ritornare sempre a quel centro che orienta la mia vita, perché “al centro sta Gesù Maestro, Via, Verità e Vita” nel coinvolgimento pieno di tutta me stessa, mente, volontà, cuore nella missione che giorno per giorno mi veniva affidata, come amava ripetere Don Alberione, fondatore della Famiglia Paolina.

L’esperienza di fiducia poi è stato il nutrimento quotidiano concreto e sostanzioso che mi ha sostenuto: l’ho ricevuta in abbondanza dalle sorelle con cui condivido la vita e missione e dai tanti con cui condivido la stessa passione per annunciare il Vangelo della vocazione a tutti e per curarne la crescita nel cuore di tanti.

Solo il GRAZIE può raccogliere quanto ricevuto in questi 25 anni!

E per il futuro? Da quanto già vissuto so che al Signore non è mancata la fantasia sufficiente per farmi incontrare con la sua novità. Questo mi basta! Ha aperto davvero davanti a me tante strade, mi ha coinvolta in tanti progetti della mia Congregazione e di collaborazione con chi si occupa della pastorale vocazionale nella Chiesa. Tantissimo ho ricevuto, qualcosa ho restituito, consapevole che è sempre troppo poco! Chiedo solo di saper accogliere quanto il Signore sta sognando-promettendo ogni volta che me lo chiederà, ma anche di saper salutare, con libertà e semplicità, quei sogni diventati troppo miei… per far spazio ad altri sogni-desideri che solo Lui può realizzare!

Mi piace concludere questa semplice condivisione con le parole che il direttore spirituale di Don Alberione gli disse un giorno quando egli gli confidò un sogno importante che determinò un chiaro orientamento di vita: «Sta’ sereno; sogno o altro, ciò che è detto è santo; fanne come un programma pratico di vita e di luce per te e per tutti i membri (della Famiglia Paolina)». Sì, che anche il mio sogno-desiderio di offrire la mia vita a Dio, perché altri scoprano e vivano la loro vocazione, diventi quel “programma pratico di vita” che mi fa semplicemente dire grazie per sempre a Lui e ai tanti che mi aiutano ogni giorno a rispondere alla mia vocazione. E in questo grazie ritrovo anche ciascuno di voi, amici di SE VUOI!

 

 

 

Nel Maranhão per annunciare il Dio della vita

 

di sr. Cinzia Giacinti ap

 

Mi chiamo Cinzia, sono una suora Apostolina, ho avuto la grazia di poter vivere la nostra missione a Balsas fin dal suo inizio nel febbraio 2007 con sr. Clotilde e poi, dal giugno 2008, con sr. Fatima. Il nostro servizio si concluderà a dicembre di quest’anno.

Sono cosciente che ci è stata data una grazia, quella di vivere “un tempo favorevole”, fatto di tante cose e vicende, belle e meno belle, importanti o meno.

Come diceva Qoèlet, un saggio israelita, c’è un tempo per nascere, c’è un tempo per morire. Un tempo per piantare e un tempo per raccogliere ciò che fu piantato. Un tempo per distruggere e un tempo per costruire...

Ma tu, caro lettore ti potrai chiedere perché le Suore Apostoline sono arrivate fino a Balsas, mentre ti servirà il Google Earth per vedere dove si trova... La storia inizia da lontano, vorrei riassumerla con una storiella che può aiutare a comprendere questo e con tre parole-chiave per la VITA.

 

La storiella - Dom Wilson Basso (l’attuale vescovo di Caxias do Maranhão) quando era il responsabile della Pastorale Giovanile, raccontava spesso nei suoi incontri questa piccola-grande storia di vita e di sogni:

«In un piccolo paese nel Maranhão c’era un ragazzino che tutte le notti raccoglieva pietre e si metteva a tirarle al cielo. Gli altri ragazzini e i vicini gli chiedevano: “Perché fai questo?”. E lui rispondeva: “La luna è bella! Io voglio colpirla con una pietra per dividerla in più pezzetti, così posso trasformarla in stelle bellissime”. Tutti ridevano di lui e dicevano che era pazzo. Ma il ragazzino continuava a tirare le pietre. Un anno dopo che cosa accadde? Lui, colpì la luna?! No, lui non riuscì a colpire la luna, ma in quel paesino non c’era nessun ragazzino capace di tirare pietre più in alto e più lontane di lui!».

 

Ciò che abbiamo cercato di fare a Balsas con le persone della diocesi, i giovani soprattutto, è insegnare loro a pro-gettare la propria vita, cercare di vivere... mirando in alto! Siamo arrivate qui per un sogno e desiderio grande di Dom Franco Masserdotti, vescovo di Balsas, comboniano e amico di lunga data delle Apostoline. Insieme con lui abbiamo scelto di servire questa diocesi, in particolare il settore della Pastorale Vocazionale, ed iniziare una Scuola di formazione per laici, che potesse dare contenuti solidi e far crescere la fede dei leaders delle comunità.

Per Dom Franco, è andata come per Mosè con il popolo di Israele, ha visto solo da lontano la Terra Promessa, perché è morto per un incidente stradale il 17 settembre 2006, e noi siamo arrivate qui il 4 marzo 2007, ma il suo sogno ha potuto trasformarsi in realtà. Il progetto è stato avviato e la Scuola EFRAM (Escola de Formação Dom Franco Masserdotti) oggi è una realtà diocesana e la Pastorale Vocazionale penso e spero che sia stata avvantaggiata dalla nostra presenza in questi quattro anni.
Non abbiamo raggiunto la luna, ma alcune stelle-luci sono state accese! Rimane verissimo ciò che il nostro Fondatore diceva: «Il Signore accende le lampadine in avanti man mano che si cammina ed occorre; non le accende tutte subito all’inizio, quando ancora non occorrono; non spreca la luce, ma la dà sempre a tempo opportuno» (b. Giacomo Alberione).

 

Territorio e persone. La diocesi di Balsas è grande 66.025 Km2, più o meno come Piemonte, Lombardia e Veneto insieme! Vivono in questo territorio circa 250.000 persone, divise in 17 municipi e parrocchie, che abbiamo visitato e animato vocazionalmente in questi quattro anni. Dom Luciano Mendes de Almeida sj, diceva: «Dove c’è la gente, c’è la missione. Dove c’è la missione, c’è ragione per essere felici». È così!

 

Le parole – Tutto ciò che abbiamo vissuto e condiviso con questa gente è difficile riassumerlo in breve ma cercherò di farlo con queste tre parole-chiave: VITA, FEDE E CHIESA “SAMARITANA”.

 

La grande chiamata alla VITA: questo è ciò che come Apostoline abbiamo cercato di vivere e seminare nel cuore della nostra gente, dei giovani soprattutto. Mi ricordo di un bambino di circa tre anni, che durante una settimana vocazionale nella parrocchia di Loreto-Buritirana mi aveva preso in simpatia. Mi seguiva dovunque. Mi chiamava “mamma” dovunque e non gli importava della reazione dei presenti. Durante la preparazione della Messa una notte, alzando il suo piccolo braccio, gridò forte in mezzo alla chiesetta: “la benedizione mamma!” (è tipico qui in Brasile, tutte le sere e le mattine i bambini chiedono la benedizione ai genitori, come segno di rispetto e di fede), e tutta la gente si mise a ridere... Sempre ricordo il piccolo Daniele, come chi ama la vita e chiede a noi Apostoline di essere “materne” in questo annuncio, di vivere in tutte le relazioni la presenza del Dio della Vita. Vivere è davvero il dono più grande e bello che abbiamo nelle nostre mani, come un regalo da condividere, con gli altri!

 

Soprattutto le donne qui sono persone di FEDE viva. Una fede che non si rassegna, ma che vuole andare avanti e trovare una via di speranza, un futuro di pace e armonia per sé e per la propria famiglia, comunità, città e parrocchia. Fede che fa credere che ogni giorno possiamo essere migliori e fare qualcosa per migliorare il nostro mondo, piccolo o grande che sia. Come diceva un grande profeta Dom Helder Câmara: «La speranza-fede è credere nell’avventura dell’amore, che si gioca nell’umanità, saltando nell’oscurità, mettendo la nostra fiducia in Dio».

 

Una CHIESA “SAMARITANA”, capace di stare con la gente, con tutte le persone, con-dividendo senza molto clericalismo, ma cercando di comprendere e valorizzare il ministero-servizio specifico di ogni persona! Penso che se don Tonino Bello, fosse vissuto qui, il suo slogan la “Chiesa del grembiule” sarebbe stato super accolto e la gente avrebbe condiviso fortemente questo messaggio!

Ringrazio il Signore e tante, ma tante persone che ci hanno donato fiducia e accoglienza, in questi quattro anni di vita e di cammino nella terra del Maranhão, che davvero possa essere per tutti un nuovo inizio! Perché: il modo cambia... ma il compito rimane! E concludo con le parole di san Francesco: «Fratelli e sorelle, ricominciamo nuovamente, perché è poco o nulla ciò che abbiamo fatto!».

 

 

trovi questi articoli nella rivista SE VUOI n. 6/2010

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