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Lui
ha sostenuto la mia vita
di sr. Gianna Di Bari ap
Ringraziare è una grande
preghiera! (b. Alberione). Queste parole del nostro Fondatore
esprimono ciò che oggi vivo e porto nel cuore, perché tanti sono
i motivi per ringraziare e benedire il Signore per questi 25
anni di vita apostolina.
Cari amici di Se Vuoi, cosa dirvi
di questa bella tappa della mia vita religiosa? entre scrivo
queste righe, mi accorgo che non è così facile esprimere ciò che
vivo in profondità, e allora cerco di aiutarmi rifacendo memoria
di questi anni e ripercorro velocemente gli eventi più
significativi che mi hanno portata ad essere quella che oggi
sono. Nel voltarmi indietro riconosco “la mano di Dio sopra di
me” come Don Alberione ha scritto di sé, rivedo i momenti di
pace, di serenità, così come i momenti di fatica, di dolore e
riconosco come in ogni evento il Signore ha seguito e sostenuto
la mia vita, come solo Lui può fare.
Ringrazio il Signore per il dono
della vita e della fiducia chiamandomi a vivere la vocazione
apostolina, per la pazienza e l’amore con cui ha sostenuto la
mia fragilità e debolezza; e la mia famiglia che, anche se non
praticante, mi ha sempre lasciata libera nelle scelte
fondamentali.
Grazie a tutte le persone che ho
incontrato: i giovani con la loro sete di dare un senso alla
vita, le famiglie, i sacerdoti, i religiosi, le religiose...
perché anche loro mi hanno aiutata a crescere nel dono e nella
gratuità della missione apostolina. Ognuno è stato un “segno”
della presenza di Dio.
Grazie agli anni vissuti in Brasile, dove ho incontrato un
popolo con una fede forte e bella, nonostante viva in gran parte
situazioni d’ingiustizia e sofferenza.
Grazie alle sorelle Apostoline
perché, come diceva il nostro Fondatore, insieme ci facciamo
«portatrici della voce di Dio: Dio non parla direttamente ma
ispira. Voi siete come i canali… La vocazione parte da Dio,
passa da voi che siete i canali e arriva alle anime».
Desidero terminare queste righe
con una preghiera di s. Paolo che vuol essere il mio augurio per
ognuno di voi: “Che il Cristo abiti per la fede nei vostri
cuori, e così, radicati e fondati nella carità… possiate
conoscere l’amore di Cristo” (cf. Ef 3,17-19). Buon cammino
nelle vie della Vita!

Realizzare il Sogno-promessa di Dio
di sr. Marina Beretti ap
"Troppo bello per essere vero!". È
questa, qualche volta, la sensazione che si sperimenta al
risveglio di un sogno che ci ha fatto bene. In altre mattine
semplicemente salutiamo il sogno notturno dicendo “è stato un
sogno”, sia quando lascia dentro un po’ di amarezza, sia quando
lo lasciamo andare con un po’ di nostalgia. Usare la metafora
del sogno per condividere con gli amici di SE VUOI qualcosa di
questi 25 anni di vita tra le Suore Apostoline è riconoscere che
“sogno” si coniuga con altre due parole: promessa e desiderio.
Promessa, quella di Dio sulla mia
vita, sempre sorprendentemente fedele, originale, nuova!
Desiderio, quello cresciuto in me,
dentro gli slanci e le resistenze di questi anni, e che non si è
spento o rimpicciolito: restituire al Signore tutto ciò che mi
ha dato gratuitamente e aiutare tutti, in particolare i giovani,
a incontrarsi con l’amore di Dio, conoscere la sua volontà e
trovare la gioia di rispondergli. Mi viene da dire: troppo bello
perché vero, reale, concreto!
“Certo, il Signore è in questo
luogo e io non lo sapevo” (Gen 28,16), aveva detto Giacobbe
risvegliandosi dal sogno fondamentale della sua vita, quello che
gli rivelava la promessa di Dio. “Il Signore mi aspettava qui
senza che lo sapessi”, posso ripetere anch’io facendo memoria
dei tanti passaggi di vita che Lui mi ha fatto compiere, delle
persone incontrate, delle storie che mi sono state consegnate,
delle gioie condivise e anche delle lacrime raccolte. Credo che
la grazia più grande che il Signore mi ha fatto sia stata
proprio quella che la mia vita di Apostolina - chiamata a
“offrire e consumare la vita per le vocazioni” - si sia
incontrata con il mistero della vita di tanti, con il dono della
vocazione che è stata data a ciascuno, con la fatica del
cercare, comprendere, vivere ciò che il Signore chiede, con
quelle paure da incontrare e attraversare, presenti nel cuore di
chiunque faccia un cammino serio di ricerca, con la voglia di
bene, di amare e di essere amato presente in ogni persona…
Sono più che convinta che siano
proprio le persone incontrate nel cammino di questi 25 anni,
soprattutto i giovani, che mi hanno consegnato giorno per giorno
il sogno-promessa di Dio. Le loro condivisioni, il camminare
insieme nella loro personale storia che piano piano si
manifestava come storia personale di salvezza, la quotidiana
ricerca di fedeltà dentro le fatiche che la vita non risparmia a
nessuno, anche attraverso gli errori, e il ritrovare cammini di
vita, la passione per l’incontro con la Parola e per imparare a
seguire Gesù… mi hanno fatto capire che la mia vocazione non mi
è semplicemente stata data in anticipo ma mi è consegnata giorno
per giorno!
Sento di essere stata
particolarmente custodita dal Signore in questi anni: ho
sperimentato spesso che nella mia fragilità e debolezza Lui è
venuto incontro con la sua bontà e con un supplemento di
fiducia. Ne ho fatto esperienza attraverso chi mi ha guardato
con lo sguardo intenso della misericordia del Padre e mi ha
invitata a ritornare sempre a quel centro che orienta la mia
vita, perché “al centro sta Gesù Maestro, Via, Verità e Vita”
nel coinvolgimento pieno di tutta me stessa, mente, volontà,
cuore nella missione che giorno per giorno mi veniva affidata,
come amava ripetere Don Alberione, fondatore della Famiglia
Paolina.
L’esperienza di fiducia poi è stato il nutrimento quotidiano
concreto e sostanzioso che mi ha sostenuto: l’ho ricevuta in
abbondanza dalle sorelle con cui condivido la vita e missione e
dai tanti con cui condivido la stessa passione per annunciare il
Vangelo della vocazione a tutti e per curarne la crescita nel
cuore di tanti.
Solo il GRAZIE può raccogliere
quanto ricevuto in questi 25 anni!
E per il futuro? Da quanto già
vissuto so che al Signore non è mancata la fantasia sufficiente
per farmi incontrare con la sua novità. Questo mi basta! Ha
aperto davvero davanti a me tante strade, mi ha coinvolta in
tanti progetti della mia Congregazione e di collaborazione con
chi si occupa della pastorale vocazionale nella Chiesa.
Tantissimo ho ricevuto, qualcosa ho restituito, consapevole che
è sempre troppo poco! Chiedo solo di saper accogliere quanto il
Signore sta sognando-promettendo ogni volta che me lo chiederà,
ma anche di saper salutare, con libertà e semplicità, quei sogni
diventati troppo miei… per far spazio ad altri sogni-desideri
che solo Lui può realizzare!
Mi piace concludere questa
semplice condivisione con le parole che il direttore spirituale
di Don Alberione gli disse un giorno quando egli gli confidò un
sogno importante che determinò un chiaro orientamento di vita:
«Sta’ sereno; sogno o altro, ciò che è detto è santo; fanne come
un programma pratico di vita e di luce per te e per tutti i
membri (della Famiglia Paolina)». Sì, che anche il mio
sogno-desiderio di offrire la mia vita a Dio, perché altri
scoprano e vivano la loro vocazione, diventi quel “programma
pratico di vita” che mi fa semplicemente dire grazie per sempre
a Lui e ai tanti che mi aiutano ogni giorno a rispondere alla
mia vocazione. E in questo grazie ritrovo anche ciascuno di voi,
amici di SE VUOI!

Nel Maranhão per annunciare il Dio
della vita
di sr.
Cinzia Giacinti ap
Mi chiamo Cinzia,
sono una suora Apostolina, ho avuto la grazia di poter vivere la
nostra missione a Balsas fin dal suo inizio nel febbraio 2007
con sr. Clotilde e poi, dal giugno 2008, con sr. Fatima. Il
nostro servizio si concluderà a dicembre di quest’anno.
Sono cosciente che
ci è stata data una grazia, quella di vivere “un tempo
favorevole”, fatto di tante cose e vicende, belle e meno belle,
importanti o meno.
Come diceva Qoèlet,
un saggio israelita, c’è un tempo per nascere, c’è un tempo per
morire. Un tempo per piantare e un tempo per raccogliere ciò che
fu piantato. Un tempo per distruggere e un tempo per
costruire...
Ma tu, caro
lettore ti potrai chiedere perché le Suore Apostoline sono
arrivate fino a Balsas, mentre ti servirà il Google Earth
per vedere dove si trova... La storia inizia da lontano, vorrei
riassumerla con una storiella che può aiutare a
comprendere questo e con tre parole-chiave per la
VITA.
La storiella
- Dom Wilson Basso (l’attuale vescovo di Caxias do Maranhão)
quando era il responsabile della Pastorale Giovanile, raccontava
spesso nei suoi incontri questa piccola-grande storia di vita e
di sogni:
«In un piccolo
paese nel Maranhão c’era un ragazzino che tutte le notti
raccoglieva pietre e si metteva a tirarle al cielo. Gli altri
ragazzini e i vicini gli chiedevano: “Perché fai questo?”.
E lui rispondeva: “La luna è bella! Io voglio colpirla con una
pietra per dividerla in più pezzetti, così posso trasformarla in
stelle bellissime”. Tutti ridevano di lui e dicevano che era
pazzo. Ma il ragazzino continuava a tirare le pietre. Un anno
dopo che cosa accadde? Lui, colpì la luna?! No, lui non
riuscì a colpire la luna, ma in quel paesino non c’era nessun
ragazzino capace di tirare pietre più in alto e più lontane di
lui!».
Ciò che abbiamo
cercato di fare a Balsas con le persone della diocesi, i giovani
soprattutto, è insegnare loro a pro-gettare la propria
vita, cercare di vivere... mirando in alto! Siamo arrivate qui
per un sogno e desiderio grande di Dom Franco Masserdotti,
vescovo di Balsas, comboniano e amico di lunga data delle
Apostoline. Insieme con lui abbiamo scelto di servire questa
diocesi, in particolare il settore della Pastorale Vocazionale,
ed iniziare una Scuola di formazione per laici, che potesse dare
contenuti solidi e far crescere la fede dei leaders delle
comunità.
Per Dom Franco, è
andata come per Mosè con il popolo di Israele, ha visto solo da
lontano la Terra Promessa, perché è morto per un incidente
stradale il 17 settembre 2006, e noi siamo arrivate qui il 4
marzo 2007, ma il suo sogno ha potuto trasformarsi in realtà. Il
progetto è stato avviato e la Scuola EFRAM (Escola de
Formação Dom Franco Masserdotti) oggi è una realtà diocesana
e la Pastorale Vocazionale penso e spero che sia stata
avvantaggiata dalla nostra presenza in questi quattro anni.
Non abbiamo raggiunto la luna, ma alcune stelle-luci sono state
accese! Rimane verissimo ciò che il nostro Fondatore diceva: «Il
Signore accende le lampadine in avanti man mano che si cammina
ed occorre; non le accende tutte subito all’inizio, quando
ancora non occorrono; non spreca la luce, ma la dà sempre a
tempo opportuno» (b. Giacomo Alberione).
Territorio e
persone. La diocesi di Balsas è grande 66.025 Km2,
più o meno come Piemonte, Lombardia e Veneto insieme! Vivono in
questo territorio circa 250.000 persone, divise in 17 municipi e
parrocchie, che abbiamo visitato e animato vocazionalmente in
questi quattro anni. Dom Luciano Mendes de Almeida sj,
diceva: «Dove c’è la gente, c’è la missione. Dove c’è la
missione, c’è ragione per essere felici». È così!
Le parole
– Tutto ciò che abbiamo vissuto e condiviso con questa
gente è difficile riassumerlo in breve ma cercherò di farlo con
queste tre parole-chiave: VITA, FEDE E CHIESA “SAMARITANA”.
La grande chiamata
alla
VITA:
questo è ciò che come Apostoline abbiamo cercato di vivere e
seminare nel cuore della nostra gente, dei giovani soprattutto.
Mi ricordo di un bambino di circa tre anni, che durante una
settimana vocazionale nella parrocchia di Loreto-Buritirana mi
aveva preso in simpatia. Mi seguiva dovunque. Mi chiamava
“mamma” dovunque e non gli importava della reazione dei
presenti. Durante la preparazione della Messa una notte, alzando
il suo piccolo braccio, gridò forte in mezzo alla chiesetta:
“la benedizione mamma!” (è tipico qui in Brasile, tutte le
sere e le mattine i bambini chiedono la benedizione ai genitori,
come segno di rispetto e di fede), e tutta la gente si mise a
ridere... Sempre ricordo il piccolo Daniele, come chi ama la
vita e chiede a noi Apostoline di essere “materne” in questo
annuncio, di vivere in tutte le relazioni la presenza del Dio
della Vita. Vivere è davvero il dono più grande e bello che
abbiamo nelle nostre mani, come un regalo da condividere, con
gli altri!
Soprattutto le
donne qui sono persone di
FEDE
viva. Una fede che non si rassegna, ma che vuole andare avanti e
trovare una via di speranza, un futuro di pace e armonia per sé
e per la propria famiglia, comunità, città e parrocchia. Fede
che fa credere che ogni giorno possiamo essere migliori e fare
qualcosa per migliorare il nostro mondo, piccolo o grande che
sia. Come diceva un grande profeta Dom Helder Câmara: «La
speranza-fede è credere nell’avventura dell’amore, che si gioca
nell’umanità, saltando nell’oscurità, mettendo la nostra fiducia
in Dio».
Una
CHIESA “SAMARITANA”,
capace di stare con la gente, con tutte le persone,
con-dividendo senza molto clericalismo, ma cercando di
comprendere e valorizzare il ministero-servizio specifico
di ogni persona! Penso che se don Tonino Bello, fosse vissuto
qui, il suo slogan la “Chiesa del grembiule” sarebbe
stato super accolto e la gente avrebbe condiviso fortemente
questo messaggio!
Ringrazio il
Signore e tante, ma tante persone che ci hanno donato fiducia e
accoglienza, in questi quattro anni di vita e di cammino nella
terra del Maranhão, che davvero possa essere per tutti un
nuovo inizio! Perché: il modo cambia... ma il compito
rimane! E concludo con le parole di san Francesco:
«Fratelli e sorelle, ricominciamo nuovamente, perché è poco o
nulla ciò che abbiamo fatto!».
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n. 6/2010
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