Lo specifico “vocazionale” dell’apostolato nelle sue forme per promuovere la competenza del sapere. Informazione / formazione su cos’è: la Pastorale vocazionale, anima di tutta la pastorale, la pedagogia vocazionale, l’animazione vocazionale.

 

Giovanni Paolo II e la CULTURA VOCAZIONALE

In questo primo ambito della CULTURA VOCAZIONALE vogliamo approfondire lo specifico “vocazionale” dell’apostolato nelle sue forme per promuovere la competenza del sapere. Informazione / formazione su cos’è: la Pastorale vocazionale, anima di tutta la pastorale, la pedagogia vocazionale, l’animazione vocazionale.

Il nostro primo approfondimento verrà fatto nel contesto e significato della parola “cultura vocazionale” che fu usata per la prima volta, nel lontano 1993 da papa Giovanni Paolo II in occasione del XXX Messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Fu usata da San Giovanni Paolo II come una parola differente dal contesto culturale tradizionale. Per cercare di fare un approccio più simile ad uno stile di vita proprio dell’animatore vocazionale invece che un elenco di conoscenze teoriche.

 

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II PER LA XXX GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
8 settembre 1992

Desidero anzitutto attirare l’attenzione sull’urgenza di coltivare quelli che possiamo chiamare «atteggiamenti vocazionali di fondo», i quali danno vita ad una autentica «cultura vocazionale». Tali elementi sono: la formazione delle coscienze, la sensibilità ai valori spirituali e morali, la promozione e la difesa degli ideali della fratellanza umana, della sacralità della vita, della solidarietà sociale e dell’ordine civile. Si tratta di una cultura che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso, riappropriandosi dei valori superiori d’amore, d’amicizia, di preghiera e di contemplazione. Questo mondo, travagliato da trasformazioni spesso laceranti, ha più che mai bisogno della testimonianza di uomini e donne di buona volontà e specialmente di vite consacrate ai più alti e sacri valori spirituali, affinché al nostro tempo non manchi la luce delle più sublimi conquiste dello spirito. E’ molto diffusa oggi una cultura che induce i giovani ad accontentarsi di progetti modesti che sono molto al di sotto delle loro possibilità. Ma tutti sappiamo che, in realtà, nel loro cuore c’è un’inquietudine ed una insoddisfazione di fronte a conquiste effimere; c’è in loro il desiderio di crescere nella verità, nella autenticità e nella bontà; c’è l’attesa d’una voce che li chiami per nome. Quest’inquietudine, del resto, è proprio il segno della necessità inalienabile della cultura dello spirito. La pastorale delle vocazioni oggi ha sviluppato tale dimensione storico-culturale che mette in evidenza non solo la crisi, ma anche il risveglio delle vocazioni. E’ necessario, pertanto, promuovere una cultura vocazionale che sappia riconoscere ed accogliere quell’aspirazione profonda dell’uomo, che lo porti a scoprire che solo Cristo può dirgli tutta la verità sulla sua vita.
https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/vocations/documents/hf_jp-ii_mes_08091992_world-day-for-vocations.html 


Pastorale Vocazionale

Una interazione con l’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, le cui proposte e pratiche vocazionali guidano l’animazione vocazionale in Italia.
In particolare il numero di VOCAZIONI, maggio-giugno 1993, che fu un numero tematico “Pastorale Vocazionale e Cultura Vocazionale”.  https://www.chiesacattolica.it/cci_new/cnv/…/1993-3.doc

Mi pare oggi ancora più urgente. La nostra cultura, infatti, si è andata facendo sempre più superficiale passando dall’essere all’avere, all’apparire. Se la pastorale vocazionale vuole farsi compagna dei e per i ragazzi e i giovani, deve porsi in questa logica dinamica e provocatoria. Deve avere il senso della storia, della sua complessità e conflittualità, facendosi carico di quanto essa sta trascinando sulle rive della nostra cultura: frammenti di desideri che attendono compiutezza. In altri termini: bisogna stimolare la ricerca. “Credo che nessuno di noi voglia vivere la propria esistenza e vicenda senza rendersene conto; vivere senza sapersi vivo… Chi non ricerca non vive, anche se crede di vivere”.

Aiutare i giovani a maturare questa consapevolezza è indirizzarli sulla via di un’autocoscienza radicale del proprio essere persone con una struttura umana profondamente rinnovata dal dono della fede. Ciò significa, per la pastorale in genere e per la pastorale vocazionale a fortiori, privilegiare la via della formazione della coscienza.
(Questo piccolo paragrafo è preso dall’articolo dal titolo: Meditazione culturale e pastorale vocazionale di Plautilla Brizzolara, della Congregazione Piccole Figlie SS. Cuori di Gesù e Maria)