Qualità del saper fare: come interagire, come proporre dinamiche di gruppo, un campo vocazionale … questioni di metodo.

 

Don Alberione alle Apostoline

Non per portarli dove vuoi tu
Quando abbiamo fame con-dividiamo il pane

«“Quello che distingue il vostro Istituto, quindi, è che non cercate solo le vostre vocazioni, ma cercate le vocazioni agli Istituti, [per tutti] gli Istituti e per tutti gli apostolati; e per il clero secolare e per il clero regolare, e per tutti gli Istituti femminili. Oh! Questo generalmente non si fa. Anzi, qualche volta avvengono delle cose incresciose quando vi è una vocazione e vi sono vari Istituti che cercano di guadagnarsela: questo è buono, ma fatto bene!
E cioè: si può sempre istruire una figliola che ha vocazione su di un Istituto, su un altro, e far vedere la bellezza del proprio Istituto… ma poi bisogna non forzare la mano!
Vedere che cosa ha messo in quell’anima lo Spirito Santo e assecondare l’azione dello Spirito Santo, ecco. Qui si distingue: è come un atto eroico questo, dell’Istituto, che dovete compiere, singolarmente!
Un atto eroico: “Ho bisogno io del pane e lo do agli altri. E, mentre faccio carità, sono persuaso che il Signore pensa anche a me”. Questo è un passo da farsi. Crederci!”».

http://operaomnia.alberione.org/capitolo.php?titlib=388&caput=1.%20INTRODUZIONE%20AGLI%20ESERCIZI%20SPIRITUALI%20-%20FINE%20E%20SPIRITO%20DELLA%20CONGREGAZIONE


Storia del falegname e degli attrezzi….

C’era una volta, tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri.

Uno prese la parola: “Dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perché morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra”. Un altro intervenne: “Non possiamo tenere fra noi nostra sorella Pialla: ha un carattere tagliente e pignolo, da spelacchiare tutto quello che tocca”.
“Fratel Martello – protestò un altro –  ha un caratteraccio pesante e violento. Lo definirei un picchiatore. È urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo!”.
“E i Chiodi? Si può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano! E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche Cartavetro, la cui unica ragion d’essere sembra quella di graffiare il prossimo!”.
Così discutevano, sempre più animosamente, gli attrezzi del falegname. Parlavano tutti insieme. Il Martello voleva espellere Lima e Pialla, questi volevano a loro volta l’espulsione di Chiodi e Martello, e così via.

Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.

La riunione fu bruscamente interrotta dall’arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al bancone di lavoro.
L’uomo prese un asse e lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa dalla lingua scabra, sorella Cartavetro che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo.
Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il Martello che picchia e batte.
Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bimbo che stava per nascere. Per accogliere la vita.

Dio ci guarda con l’occhio del falegname. Importanza di lavorare INSIEME.

da Cerchi nell’acqua di Bruno Ferrero