per i giovani che guardano al futuro  

 

 home chi siamo appuntamenti riflessioni preghiera orientarsi per scegliere racconti sussidi vocazionali

 

È la 6ª tappa (ed ultima) degli incontri di orientamento vocazionale per giovani, proposti nella nostra comunità di Castel Gandolfo, sul tema: “TU cerchi un senso alla vita? Chi... Cosa... Come... Perché... Quando?”. Riportiamo alcuni spunti dalla meditazione biblico-esistenziale - alla scuola di Paolo - e delle linee di discernimento; e il link al file delle preghiere.

 

"E prese coraggio..."

L'amore di Cristo ci spinge

 

Obiettivo dell’incontro: prendere coscienza che il cammino fatto in questo anno è adesione ad un progetto di amore che si concretizzerà per ciascuno attraverso la risposta ad una vocazione specifica. (A tal fine è stata proposta una tavola rotonda con la presenza di testimoni delle diverse vocazioni). Inoltre è stata proposta l’elaborazione di un progetto personale che accompagnerà durante tutto l’anno.

 

Riflessione biblica
«Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare» (Mc 3,13-14).

Ogni vocazione esprime almeno una duplice intenzione di Colui che chiama: stare con Lui e inviare. C’è una volontà divina che precede la volontà del chiamato, e in questi termini la risposta vocazionale è un vero e proprio atto di obbedienza e non soltanto una scelta di vita. Altra cosa importante è che la chiamata del Signore, come per gli Apostoli così per tutti, non riguarda soltanto colui che viene chiamato, ma si allarga e coinvolge tutta l’umanità, poiché se è vero che il primo obiettivo è quello di stare con Cristo, è pur vero che a questo aspetto è strettamente legato l’ambito missionario: essere inviati a.

Paolo comprende che la sua missione, quella che il Signore gli affida in Atti 9,15, è la predicazione del Vangelo; dunque egli è stato chiamato per essere inviato a predicare il Vangelo, tuttavia non ne fa un suo personale vanto, poiché non viene da lui, ma è un vero e proprio dovere, un compito che gli è stato affidato (cf 1Cor 9,16-18). Se da una parte Paolo sottolinea l’aspetto dell’obbedienza (... è un dovere per me), dall’altra afferma anche la validità e la veridicità della sua missione, poiché non si fonda su una sua personale volontà, ma sulla volontà di Colui che l’ha inviato. Proprio per questo motivo la missione è per sua natura gratuita, non appartiene cioè a colui che la conduce, poiché è stata donata, è stata accolta come dono e viene a sua volta esercitata in qualità di dono (cf 1Cor 9,18).

Paolo non si limita ad eseguire un comando, egli investe tutte le sue capacità e le sue conoscenze (tutto se stesso) nel compito affidatogli; non si pone come un maestro o un saggio che insegna una dottrina, ma come colui che condivide con altri il Vangelo che annuncia: in fondo, è proprio questa la differenza che passa tra insegnare ed annunciare. Infatti, l’insegnamento si fonda su qualcosa che abbiamo imparato, l’annuncio prende la sua forza e la sua vitalità da un’esperienza di vita. È questo l’aspetto peculiare della missione–predicazione di Paolo: “Tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe con loro” (1Cor 9,23).

Ma da dove viene a Paolo la forza, il coraggio, la consapevolezza che gli consente una tale sollecitudine, oltre che nella risposta personale al suo Signore, nella sua attività missionaria? Scrivendo ancora ai Corinti, nella II Lettera, egli afferma che è l’amore del Cristo che spinge, che infonde una certa urgenza e una certa ansia di annunciare che egli è morto per tutti. E la morte del Cristo non è soltanto un sacrificio, ma diventa motivo di vita; cosicché Cristo non è più soltanto colui che chiama e invia, ma è il contenuto stesso di quanto viene annunciato. Dunque Paolo è chiamato a testimoniare al mondo lo stesso Cristo, il Figlio di Dio di cui egli stesso ha fatto esperienza sulla via di Damasco. E TU?

Perché un “progetto” che orienti a divenire testimoni?
- Per scoprire il senso della vita, quello che renderà la persona beata, quello che permetterà alla quotidianità di assumere un valore immenso.

- Per assumere il proprio posto nella vita, quello pensato da sempre dal Padre buono, non predeterminato ma dono d’Amore, quello che permetterà a ciascuno di realizzarsi non nel senso etimologico della parola (e cioè cosificarsi) ma nel senso del vivere in pienezza il dono che già si è in virtù dell’essere figli amati.

- Per porre le proprie scelte in armonia con una adeguata scala di valori. Sì, in una società così complessa dove tutto sembra assumere un posto orizzontale, è importante educare ad un riferimento che permetta di mettere al primo posto la vita, l’amore, la giustizia ... e così camminare – anche se in salita – verso la pienezza della felicità.

Passi di discernimento: "E prese coraggio..."

1. La predicazione del Vangelo
a. La missione di Paolo: tra scelta e obbedienza
Il dovere (lettura di 1Cor 9,16-17)
La gratuità (lettura di 1Cor 9,18)

b. Scopo e modalità della missione
Il servizio al Vangelo (lettura di 1Cor 9,19-23)
L’atleta di Cristo (lettura di 1Cor 9,24-27)

2. L’amore di Cristo ci spinge
a. Il motivo della risposta di Paolo
La nuova vita in Cristo (lettura di 2Cor 5,14-15)
Le nuove relazioni del credente (lettura di 2Cor 5,16-17)
L’iniziativa di Dio (lettura di 2Cor 5,18-21)

Per la riflessione personale

>>Da cosa comprendo l’amore che Cristo ha per me? Quale la mia risposta?

>>Quali sono gli atteggiamenti, le abitudini, i timori che potrebbero ritardare una risposta sollecita come quella di Paolo?

>>L’amore di Cristo spinge Paolo a concretizzare la sua risposta nello spendersi totalmente per la predicazione della Buona Notizia; quale potrebbe essere (a partire dalla mia attuale situazione, dai miei talenti …) la concretizzazione con cui io potrei dare forma e contenuto alla risposta all’amore di Cristo?

p. Gianluca Cafarotti, somasco - Suore Apostoline

vai ai testi per la preghiera iniziale e l'Adorazione Eucaristica

   

 

Istituto Regina degli Apostoli per le vocazioni (Suore Apostoline), via Mole 3, 00040 Castel Gandolfo / Roma

tel. 06.9320356, fax 06.9360700

CF. 82004800585, PI 05746711000