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Sentirsi sempre analfabeti...

 

Don Luigi Ciotti, nato nel 1945 e ordinato sacerdote nel 1972, ha fondato il “Gruppo Abele” a Torino nel 1966, per rispondere al mondo del disagio e dell’emarginazione (www.gruppoabele.org).

Dal libro “La Parola che amo”, ed. Paoline, riportiamo alcuni tratti del suo cammino vocazionale.

Sono un sacerdote: la mia vita è Cristo, il Vangelo, l’annuncio della sua Parola. La mia vita è preghiera, silenzio, ascolto, Eucaristia. È cercare Dio per incontrare le persone. Allo stesso tempo, le esperienze che ho vissuto mi hanno permesso di dire che è possibile cercare l’uomo per incontrare Dio. I poveri, gli ultimi della terra mi hanno aiutato ad incontrarlo, e anche a mettermi in di-scussione, a capire e approfondire, a vivere in modo più autentico la Parola, a togliermi tanti grilli che avevo per la testa. A loro devo molto e capisco di essere un uomo privilegiato.
Parlo di “cercare Dio” perché non lo si possiede in modo automatico. Dio per me è meta, obiettivo, è mettermi in gioco tutti i giorni, è ricerca nell’articolarsi concreto della vita, nelle scelte terrene. Ho paura di chi ha capito tutto e sa tutto, dà tutto per scontato. La mia ricerca è fatta di impegno, di servizio, di disponibilità a “lasciarmi mangiare” dagli ultimi, dai poveri, e penso che a Dio faccia piacere che si continui a cercare il suo volto. L’esperienza importante, che auguro a tutti, è di sentirsi sempre analfabeti, nel senso di non considerarsi mai a posto, mai arrivati. La coscienza dei propri limiti, il dubbio, l’essere analfabeti, fanno nascere il desiderio continuo di capire, documentarsi, studiare, per servire meglio.
Quando devo prendere una decisione, ascolto, rifletto, studio, mi documento e mi confronto, prego. Poi decido, talvolta con fatica, chiedendomi sempre se ciò che ho stabilito di fare sia un atto che promuove la crescita piena e autentica delle persone, sia servizio vero. E non dimentico mai un episodio narrato nei vangeli, la cosiddetta moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mc 6, 34-44; Mt 15,29-39; Lc 9,10-17). Gesù ha compassione della folla che, accorsa per ascoltarlo, non ha nulla da mangiare. Gesù domanda ai suoi discepoli cosa abbiano da offrire. Chi risponde alla domanda e gli porta pochi pani e qualche pesce compie una scelta di apparente inutilità perché non sa che saranno moltiplicati. Io so, con la mia attività, di fare una cosa molto piccola, ne ho coscienza, però non mi pongo il problema, anch’io faccio la scelta dell’apparente inutilità. Ci pensa lui a moltiplicare! Auguro sempre a tutti di compiere questa scelta, perché poi Dio la sua quota di azioni di maggioranza la mette sempre.

don Luigi Ciotti

 

dalla rivista Se Vuoi 3/2007

 

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