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un po’ di storia
Il Gruppo Samuele è un cammino di discernimento vocazionale, che la
Pastorale Giovanile della diocesi di Milano propone da diversi anni.
L’iniziativa ha avuto avvio per una felice intuizione del card.
Martini nell’anno pastorale 1989-90. Nell’anno precedente i giovani
furono invitati nel cammino ordinario della “Scuola della Parola” a
rivivere l’assemblea di Sichem (Gs 24), e a stringere nuovamente
nella fede la loro alleanza con Gesù. Proprio al termine dei lavori
dei delegati dell’Assemblea conclusiva, raccogliendo il desiderio
giovanile di “servire il Signore” e, insieme, di trovare modalità
adeguate per conseguire questa ricerca, il card. Martini ebbe l’idea
di far partire un itinerario di discernimento vocazionale, sulle
tracce del profeta Samuele. Personalmente guidò il primo gruppo di
176 giovani (ragazzi e ragazze). Da allora è continuato. Se molto è
cambiato circa le attese e le caratteristiche della popolazione
giovanile che lo frequenta – ancora con larga e intensa
partecipazione – praticamente intatte sono rimaste le coordinate
essenziali del progetto.
l’intuizione
L’esperienza del Gruppo Samuele intende offrire ai giovani un aiuto
ad assumere seriamente la questione fondamentale della loro vita
nella convinzione che il desiderio di servire il Signore è l’unico
in grado di dar senso alle decisioni, piccole o grandi,
dell’esistenza. Questa proposta rappresenta un invito ad uscire da
confusioni o incertezze, è un’esperienza di libertà e di grazia.
La conduzione del Gruppo è affidata ad una équipe di animatori, con
un predicatore che ha il compito di proporre le meditazioni. Gli
incontri mantengono una scadenza mensile da novembre a giugno. Non è
previsto che l’esperienza si possa ripetere più di un anno.
Lo scopo del cammino è quello di aiutare i giovani a cercare la
volontà di Dio nella propria vita. Questa volontà richiede di
mettersi di fronte a Dio che ha creato l’uomo, lo ama e si dona a
lui in Gesù. La ricerca, il discernimento e la decisione vanno oltre
le sensazioni immediate e richiedono di mettersi realmente e
umilmente di fronte a Gesù, riconosciuto come l’unico Signore della
vita, che chiama ad un compito originale nella storia.
Senza avere la pretesa di dare una risposta su misura per ogni
dubbio, questo cammino vorrebbe essere il luogo nel quale lasciare
che la grazia consegni un metodo per orientare la libertà verso la
realizzazione del progetto di Dio sul mondo, per quello che riguarda
ogni singola persona, e insieme un compito concreto, una scelta
simbolica impegnativa, almeno temporanea, attraverso la quale
inoltrarsi decisamente verso la perso-nale configurazione al Signore
Gesù.
i requisiti
Il cammino è rivolto ai giovani che stanno terminando la scuola
media superiore e desiderano fare chiarezza sulla loro vocazione o
sul modo di affrontare la domanda vocazionale. È inoltre proposto a
tutti i giovani e le giovani che sono interessati ad una verifica
vocazionale e sono disponibili a considerare la chiamata del
Signore, anche verso forme di speciale consacrazione. Dal momento
che non si tratta semplicemente di una serie di ritiri spirituali o
di una scuola di preghiera, l’atteggiamento fondamentale che si
chiede per la partecipazione al Gruppo Samuele è il desiderio di un
reale discernimento vocazionale.
Un secondo requisito per una buona partenza è l’apertura verso tutti
i possibili esiti di ogni vocazione cristiana: verso il matrimonio
come verso le varie forme di consacrazione nella Chiesa. È possibile
anche la partecipazione di giovani già fidanzati oppure già
orientati verso una scelta di consacrazione; ma sarebbe inadeguato
l’atteggiamento di chi escludesse ogni diversa prospettiva e
cercasse unicamente una conferma in più a ciò che ha già deciso.
Dall’esperienza abbiamo appreso che la disponibilità a 360 gradi,
che i giovani dichiarano sinceramente all’inizio, in realtà viene
acquisita al termine, come uno dei frutti più significativi del
cammino fatto.
il discernimento
Fondamentale per compiere il cammino è l’esercizio spirituale del
discernimento, cioè l’esercizio dell’ascolto dello Spirito presente
e operante nella propria storia. Il discernimento è, in altre
parole, l’ascolto della Parola profetica che si trova in ciascuno:
la singolare chiamata personale, riconosciuta e corrisposta dentro
gli eventi, gli incontri, i pensieri, i sentimenti che attraversano
la propria esistenza.
I momenti concreti di questo discernimento, che costituiscono anche
la trama formale di tutto l’itinerario del Gruppo, sono tre e
seguono la falsariga della tradizione ignaziana:
– Lectio: la
meditazione e contemplazione del progetto di Dio, così come
appare nella Scrittura, sulla storia dell’uomo e, dunque, su di
me.
– Purificatio: l’allontanamento, la presa di distanza
consapevole da ogni inclinazione sbagliata, egoistica, come da
ogni illusione e falsa aspettativa. Si tratta qui, in sostanza,
di togliere ciò che rende dissimili a Gesù ed acquisire, con
l’aiuto della grazia, ciò che, al contrario, assimila a Lui. La
proposta mensile di un concreto esercizio aiuterà a ripercorrere
personalmente queste due importanti tappe del discernimento
cristiano.
– Scrutinio: la riflessione su di sé e il confronto con
la propria guida spirituale. Quest’ultimo costituisce un aspetto
fondamentale del cammino: ad ogni giovane che intende
partecipare al cammino del Gruppo Samuele, infatti, viene
chiesto di far riferimento ad una Guida spirituale (sacerdote o
non). L’accompagnamento individuale al quale il giovane si
affida, infatti, personalizza in modo efficace la proposta fatta
negli incontri mensili. Il ruolo della guida non è quello di
scegliere per il giovane. La sua è la figura di un fratello o
sorella nella fede, compagno/a di viaggio che aiuta, soprattutto
nei momenti in cui il cammino si fa particolarmente intenso o
sofferto, a mettere ordine nei pensieri, a garantire, in altre
parole, quelle premesse indispensabili per una scelta che sarà
sempre frutto del legame tra la grazia di Dio e la libera
determinazione del singolo. Proprio questa libertà sarà uno dei
criteri che attestano la bontà e la verità del discernimento e
dell’elezione stessa.
Anche gli animatori del Gruppo
offrono l’opportunità, durante l’anno, di un confronto personale
diretto.
A questi tre momenti se ne aggiunge un quarto: il laboratorio di
gruppo nelle singole “tribù”, come per tradizione le si ama
chiamare. Questo momento è pensato come il tempo propizio per uno
scambio dei doni spirituali ricevuti e una condivisione del cammino.
Ascoltare il cammino dell’altro spesso conforta e permette di
gettare qualche preziosa luce sulla propria strada.
A distanza di quasi vent’anni il cammino appare ancora una felice
intuizione non soltanto in ordine ai discernimenti vocazionali della
diocesi ma anche, più generalmente, in riferimento alla
consapevolezza dei più ordinari itinerari di fede dei giovani.
d. Cristiano
Passoni
Seveso/MI
cristianopassoni@seminario.milano.it
dalla
rivista Se Vuoi 3/2007
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