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LE
TASCHE PIENE DI SASSI
Volano le
libellule
sopra gli stagni
e le
pozzanghere in città;
sembra che
se ne freghino
della ricchezza che ora viene
e dopo va;
prendimi non mi concedere
nessuna replica alle tue fatalità;
eccomi son tutto un fremito, ehi…
Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà;
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà;
non si sa come si creano
costellazioni di galassie e di energia;
giocano a dadi gli uomini;
resta sul tavolo un avanzo di magia.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola;
mi vien da piangere, arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.
Sbocciano i fiori sbocciano
e dànno tutto quel che hanno in libertà
donano non si interessano
di ricompense e tutto quello che verrà;
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l’allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho un mantello
fatto di
stracci.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere, arriva subito;
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo,
vienimi a prendere
mi vien da piangere;
mi riconosci
ho le
scarpe piene di passi...
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È il
ricordo di un uomo che si rivede bambino davanti alla
scuola in attesa della mamma che non potrà più venire a
prenderlo, con le sue tasche piene di sassi e il cuore
pieno di smarrimento. È una canzone di sentimenti, un
intenso ricordo della madre che non c’è più.
“Volano le libellule sopra gli stagni e le pozzanghere
in città; sembra che se ne freghino della ricchezza che
ora viene e dopo va… Sbocciano i fiori sbocciano e dànno
tutto quel che hanno in libertà, donano non si
interessano di ricompense e tutto quello che verrà”:
una vera poesia, da cui trarre anche degli insegnamenti.
Se riconoscessimo la nostra vera natura tutto
cambierebbe! Così come le libellule godono della loro
natura e non si preoccupano di altro, così come i fiori
nello sbocciare ci regalano, senza saperlo, una tra le
meraviglie più belle a questo mondo, così noi esseri
umani dovremmo ricordare chi siamo e a cosa dare
realmente valore. La vita è un percorso, un’esperienza
che ci serve per acquisire consapevolezze, per
arricchire lo spirito e non può essere vissuta senza
coglierne il giusto senso. La vita è un dono da
accogliere e regalare continuamente. Ed è in questa
dinamica del ricevere/dare che esprimiamo il nostro vero
essere e ci realizziamo come persone. La gratuità è
l’orizzonte di ogni vero dono, mai soggetto a condizioni
o interessi personali. Le mamme che dànno continuamente
ai figli ne sono una concreta testimonianza.
“Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo
davanti al cielo”:
per tutti noi la figura
materna è sempre presente, è un punto di riferimento, e
quando viene a mancare porta ad un grande senso di
vuoto. Il legame tra madre e figlio è il più forte in
natura. Avere una mamma significa conoscere le nostre
origini, sentirsi amati e protetti da un amore che ci
accompagna sempre in tutti i momenti della vita. Una
mamma farebbe qualsiasi cosa pur di vedere felice suo
figlio, lo ama di un amore gratuito, avvolgente, totale,
a volte anche eroico.
“Mi riconosci
ho le tasche piene di sassi, la faccia piena di
schiaffi, il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di
te”: sono
pennellate che dipingono, come in un quadro naif,
l’infanzia di Jovanotti, e dove anche noi ci possiamo
rispecchiare.
Le tasche piene di sassi:
è l’aspetto giocoso dei bimbi, che si riempiono le
tasche di sassi come fossero un tesoro inestimabile!
La faccia piena di schiaffi:
sono le “correzioni educative” che tutti abbiamo
ricevuto da piccoli quando abbiamo commesso una
marachella.
Il cuore pieno di battiti
è l’emozione di un bimbo
che vede la mamma all’uscita dalla scuola che è venuta a
prenderlo.
Gli occhi pieni di te:
è l’espressione più bella! Quello con la mamma è un
legame molto intimo, è nel nostro DNA, traspira da tutti
i pori e anche dal nostro sguardo. Un bambino cerca
sempre con lo sguardo la mamma per trovare sicurezza,
affetto e protezione. Crescendo questo legame si
modifica ma rimane sempre forte dentro di noi, al punto
che quando stiamo male la prima persona che cerchiamo è
sempre la mamma, è il nostro angelo custode. |