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      di PINO FANELLI cantautore


giuseppe.fanelli@stpauls.it

Jovanotti   in “Ora”, 2010

A 4 anni da “Safari” arriva “Ora”, il nuovo album di Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti) che contiene 25 pezzI (15 nella versione basic). Nasce in un periodo difficile per la scomparsa della mamma Viola cui è dedicato l’intero album e, in particolare, “Le tasche piene di sassi”: un brano molto morbido, con un pianoforte che lentamente sorregge la voce, una ballade intima e avvolgente. Con questo brano Jovanotti ha vinto il premio Mogol per il miglior testo pubblicato nel 2010.

 

 LE TASCHE PIENE DI SASSI

 

Volano le libellule
sopra gli stagni

e le pozzanghere in città;

sembra che se ne freghino
della ricchezza che ora viene

e dopo va;
prendimi non mi concedere
nessuna replica alle tue fatalità;
eccomi son tutto un fremito, ehi…
Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà;
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà;
non si sa come si creano
costellazioni di galassie e di energia;
giocano a dadi gli uomini;
resta sul tavolo un avanzo di magia.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola;
mi vien da piangere, arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.
Sbocciano i fiori sbocciano
e dànno tutto quel che hanno in libertà
donano non si interessano
di ricompense e tutto quello che verrà;
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l’allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho un mantello

fatto di stracci.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere, arriva subito;
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.
Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo,
vienimi a prendere
mi vien da piangere;
mi riconosci

ho le scarpe piene di passi...

 

È il ricordo di un uomo che si rivede bambino davanti alla scuola in attesa della mamma che non potrà più venire a prenderlo, con le sue tasche piene di sassi e il cuore pieno di smarrimento. È una canzone di sentimenti, un intenso ricordo della madre che non c’è più.

“Volano le libellule sopra gli stagni e le pozzanghere in città; sembra che se ne freghino della ricchezza che ora viene e dopo va… Sbocciano i fiori sbocciano e dànno tutto quel che hanno in libertà, donano non si interessano di ricompense e tutto quello che verrà”: una vera poesia, da cui trarre anche degli insegnamenti. Se riconoscessimo la nostra vera natura tutto cambierebbe! Così come le libellule godono della loro natura e non si preoccupano di altro, così come i fiori nello sbocciare ci regalano, senza saperlo, una tra le meraviglie più belle a questo mondo, così noi esseri umani dovremmo ricordare chi siamo e a cosa dare realmente valore. La vita è un percorso, un’esperienza che ci serve per acquisire consapevolezze, per arricchire lo spirito e non può essere vissuta senza coglierne il giusto senso. La vita è un dono da accogliere e regalare continuamente. Ed è in questa dinamica del ricevere/dare che esprimiamo il nostro vero essere e ci realizziamo come persone. La gratuità è l’orizzonte di ogni vero dono, mai soggetto a condizioni o interessi personali. Le mamme che dànno continuamente ai figli ne sono una concreta testimonianza.

“Sono solo stasera senza di te, mi hai lasciato da solo davanti al cielo”: per tutti noi la figura materna è sempre presente, è un punto di riferimento, e quando viene a mancare porta ad un grande senso di vuoto. Il legame tra madre e figlio è il più forte in natura. Avere una mamma significa conoscere le nostre origini, sentirsi amati e protetti da un amore che ci accompagna sempre in tutti i momenti della vita. Una mamma farebbe qualsiasi cosa pur di vedere felice suo figlio, lo ama di un amore gratuito, avvolgente, totale, a volte anche eroico.
“Mi riconosci ho le tasche piene di sassi, la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te”: sono pennellate che dipingono, come in un quadro naif, l’infanzia di Jovanotti, e dove anche noi ci possiamo rispecchiare.

Le tasche piene di sassi: è l’aspetto giocoso dei bimbi, che si riempiono le tasche di sassi come fossero un tesoro inestimabile!

La faccia piena di schiaffi: sono le “correzioni educative” che tutti abbiamo ricevuto da piccoli quando abbiamo commesso una marachella.

Il cuore pieno di battiti è l’emozione di un bimbo che vede la mamma all’uscita dalla scuola che è venuta a prenderlo.

Gli occhi pieni di te: è l’espressione più bella! Quello con la mamma è un legame molto intimo, è nel nostro DNA, traspira da tutti i pori e anche dal nostro sguardo. Un bambino cerca sempre con lo sguardo la mamma per trovare sicurezza, affetto e protezione. Crescendo questo legame si modifica ma rimane sempre forte dentro di noi, al punto che quando stiamo male la prima persona che cerchiamo è sempre la mamma, è il nostro angelo custode.

 

 

 

Per riflettere
*Nella tua vita a cosa dài realmente valore?
*Quali figure educative hanno influito di più

  nella tua crescita?
*Quanto la tua mamma è importante per te e perché?

  Che tipo di rapporto hai con lei?
*Quando hai bisogno di un consiglio o di aiuto

  a chi ti rivolgi per primo?


                                                                              da SE VUOI, n. 6/2011

   

 

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