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Un
mondo da inventare
Se
c’è un posto dove andare
l’anima lo troverà
se c’è un mondo da inventare
prima o poi si inventerà
Credi che si può
cambiare
se l’amore trova amore…
Adesso alzati su
andiamo via
e non bruciare la tua fantasia
qui solo gente
che non pensa a
te
e facilmente ti sa illudere
“dimmi che non vuoi restare”
ora qui, abbracciami
“lungo il tempo
oltre il giorno”
io ti porterò…
L’abito non fa
la tua identità
il cuore lo sa, non ti tradirà
prima o poi vedrai
la tua libertà
come in un miracolo esploderà
“dimmi che non vuoi restare”
sola qui, dài stringimi…
L’essenziale è
invisibile
e non c’è mai fine
all’impossibile
il vento spoglia
la nostra
fantasia
e ci ritroviamo qui, soli
in questa stanza
soli io e te
oltre l’impossibile… |
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“Se c’è un posto dove andare l’anima lo troverà”:
siamo fatti di anima e corpo. Il libro della Creazione
ci dice che l’anima è il soffio vitale di Dio che ci
tiene in vita e, insieme al corpo, esprime anche la
nostra unicità di persone, l’identità. Se
Dio è all’origine dell’uomo è naturale che questi, nel
suo essere più profondo, tenda alla sua origine, a Dio.
È Lui il “luogo”, la mèta finale. Lo scopo della vita è
cercare la strada che porta a Dio: solo così ognuno
realizza la sua vocazione originaria di figlio.
“se c’è un mondo da inventare
prima o poi si inventerà”: all’uomo Dio ha
affidato la Creazione, perché la custodisca e con
libertà, responsabilità e creatività (che è
partecipazione della creatività di Dio), la trasformi e
la renda sempre più a Sua immagine e somiglianza. Se il
mondo si è allontanato da Dio è perché si è chiuso nella
ricerca del profitto personale, nel consumismo sfrenato,
nell’uso indiscriminato delle risorse, nello
sfruttamento dei più poveri. Un mondo diverso si può
“inventare” recuperando valori importanti
come il rispetto della dignità di ogni persona, l’uso
sapiente e più sobrio delle risorse, la ricerca del bene
comune, la giustizia e l’equità sociale, la solidarietà
con i più poveri…
“Credi che si può cambiare se
l’amore trova amore…”: credi che il mondo si
possa cambiare con il denaro, con la forza e con la
guerra? No! L’unica strada percorribile è quella che
porta a cambiare se stessi, a convertirsi all’amore.
Ogni vero cambiamento comincia sempre dall’interno della
persona. Se ci apriamo all’amore la nostra testimonianza
avrà la forza di contagiare anche altri. Il
cristianesimo è nato così: l’amore di Gesù che arriva a
dare la vita per tutti ha contagiato i primi discepoli
che a loro volta, con la loro testimonianza, hanno
contagiato altri, ed è nata così la Chiesa. Nella Via
Crucis al Colosseo dello scorso Venerdì Santo Benedetto
XVI ha pregato con chiarezza e convinzione di fede:
“nasca in noi un rinnovato desiderio di convertire il
nostro cuore all’amore, che è l’unica forza capace di
cambiare il mondo”. E Mahatma Gandhi, in una sua
poesia, dice: “Scopri l’amore e fallo conoscere al
mondo”.
“non bruciare la tua fantasia”:
c’è bisogno di non tarpare le ali alla
fantasia e creatività e di uscire dalla cultura
dell’omologazione che ci appiattisce e ci spersonalizza.
È più facile “allinearsi” alle mode del momento
piuttosto che rischiare di intraprendere strade nuove e
alternative, remare controcorrente. Il “coraggio di
essere creativi” e la “voglia di mettersi in gioco”:
questa è la sfida da raccogliere per le nuove
generazioni in questo terzo millennio.
“L’abito non fa la tua
identità… prima o poi vedrai la tua libertà”:
oggi si dà molta importanza all’apparire, al look,
all’aspetto esteriore (lo stile suggerito dalle grandi
firme della moda, il tipo di automobile, l’ultimo nuovo
modello di telefonino…). C’è inoltre, nella società dei
media, il consumo/acquisto acritico di identità
personali attraverso l’identificazione con i personaggi
del mondo del cinema o della canzone. In questo modo
l’identità della persona viene svuotata della sua
dimensione più profonda.
L’identità è ciò che caratterizza ciascuno di noi come
individuo inconfondibile. I sociologi dicono che è fra i
14 e i 25 anni che si struttura l’ identità come frutto
di fattori genetici ma anche dell’ambiente sociale in
cui si vive.
Ma c’è un altro fattore importante che determina a
priori la nostra identità: è l’essere fatti a
immagine e somiglianza di Dio, quindi suoi figli, unici
e liberi. Questo ci accomuna tutti e la vocazione di
ogni persona è quella di scoprire sempre più questa sua
identità che lo segna nel suo essere più profondo e che
diventa l’insieme valoriale che lo orienta nelle scelte
di ogni giorno.
“L’essenziale è invisibile”:
ne “Il Piccolo principe”, A. de Saint Exupéry afferma
che “non si vede bene che con il cuore…
L’essenziale è invisibile agli occhi”. Occorre
uno sguardo trasfigurato per cogliere nelle persone,
cose ed eventi il significato profondo dell’esistenza,
il senso nascosto delle cose. Se noi inseguiamo solo e
sempre ciò che appare e che ci gratifica subito,
rimarremo delle persone mediocri, superficiali, incapaci
di crescere interiormente e di inventare un mondo
diverso, che sia davvero un giardino di pace per tutti. |