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SUCCESSO
NICCOLÒ FABI, CANTAUTORE ROMANO,
SI RIPROPONE AL PUBBLICO
CON "SOLO UN UOMO"
(IL SUO 7° ALBUM) CHE RACCOGLIE
10 INEDITI, FRUTTO DI UN PERIODO PARTICOLARE CHE LUI
STESSO HA DEFINITO "UN NUOVO INIZIO, UNA NUOVA VITA".
LA NASCITA DI UN FIGLIO E LA SOGLIA DEI 40 ANNI HANNO
INFLUENZATO QUESTO NUOVO ALBUM...
IL BRANO CHE PROPONIAMO PARLA DELLA FACILITÀ CON CUI
OGGI SI ARRIVA AL SUCCESSO.
Successo è solo
accaduto
è un participio passato
come una sfera d'argento che
lungo un piano inclinato scivola.
Come il trionfo e un rumore
la vittoria è un sapore
lo scudetto è uno scudo
che non ci difende
si corre e si cade
si sale e si scende
la fortuna è una stella
che non ha un nome
e poi basterebbe fare
ciò che si è scelto
non accettare il ricatto
vincente o sconfitto
alzare la testa vedere te
la bella donna rinchiusa
dentro un manifesto
nel suo sguardo c'è un sogno
che non mi appartiene
chi di fama ci vive
chi di fame ci sviene
chi ha il destino nel sangue
chi in un’occasione
e poi basterebbe fare
ciò che si è scelto
non accettare il ricatto
vincente o sconfitto
alzare la testa vedere te.
Successo è solo accaduto
è un participio passato
è poter dire
solo quello che si vuole dire,
è poter fare
solo quello che si è scelto,
è poter scegliere
di smettere e ricominciare,
è poter fare
solo quello che dà gusto. |
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**“Successo è solo accaduto è un participio passato come
una sfera d’argento che lungo un piano inclinato
scivola… si corre e si cade si sale e si scende la
fortuna è una stella che non ha un nome”: il
modello occidentale di sviluppo è orientato al successo,
inteso come l’acquisizione di determinate cose o il
conseguimento di un certo status. Vediamo persone che
sfoggiano gioielli costosi, vestiti e scarpe griffate,
che guidano auto “fuoriserie” e pensiamo che siano “di
successo”. La maggior parte della gente pensa che il
successo si misuri con il possesso (modello dell’avere).
Chi ha raggiunto i suoi obiettivi è “arrivato”, chi non
lo ha fatto è un “fallito”. L’istruzione, il denaro, il
potere, l’ambizione sono le caratteristiche di
quest’idea di successo, se mancano è segno di
“fallimento”. La stima che si ha di sé dipende dagli
altri o dai beni materiali, col paradosso che si può
essere rispettabili un giorno e perdenti il giorno dopo,
per un crollo in borsa, una guerra, una catastrofe!
Questo tipo di successo non è sotto il nostro controllo:
la fortuna, il caso giocano un ruolo importante, tanto
che molti pur seguendo fedelmente la formula:
“studiare molto, lavorare sodo,
incontrare la gente giusta”, non arrivano al
successo.
** “basterebbe fare ciò che si
è scelto non accettare il ricatto”: un altro
modello di successo è legato all’essere: il successo si
misura da come si è, dal giudizio che abbiamo di noi
stessi. Se facciamo ciò che abbiamo scelto, se sappiamo
amarci, specialmente quando il mondo ci crolla intorno,
questo è successo! E se non ci amiamo non siamo falliti:
semplicemente non abbiamo ancora imparato davvero a
vivere. Questa idea di successo è legata all’idea che
abbiamo di noi e ci evita di andare incontro a delusioni
e depressioni.
**“è poter dire solo quello che
si vuole dire, è poter fare solo quello che si è scelto,
è poter scegliere di smettere e ricominciare, è poter
fare solo quello che dà gusto”: per il
filosofo Michel Lacroix avere successo significa pensare
alla propria realizzazione
personale, che non è una forma di egoismo, ma
ciò che ognuno, nel suo piccolo e nel modo più adatto
all’età e alla propria posizione, può fare per
realizzare una società più felice e virtuosa. L’uomo non
si sente mai soddisfatto di sé, è sempre alla ricerca di
qualcos’altro. La realizzazione di sé è una tensione, un
progetto che non si completa mai del tutto. È un ideale
che fa da motore di cambiamento, una potenza
trasformatrice che ci spinge ad andare avanti. Winston
Churchill diceva: “il
successo è l’abilità di passare da un fallimento
all’altro senza perdere mai l’entusiasmo”.
Realizzarsi significa: da un lato percepire se stessi
come un insieme di possibilità, abilità, talenti che
dicono cosa sono capace di fare, dall’altro come un
insieme di motivazioni e aspirazioni che dicono ciò che
ho voglia di fare. La nostra vita non è altro che
“divenire quello che siamo”. C’è bisogno di un progetto
di vita, illuminato dal discernimento, per capire se le
motivazioni che ci spingono sono frutto di aspettative
altrui (la società, i genitori…) o vengono da dentro.
Nella visione cristiana il vero successo,
“quello che dà gusto”,
è diventare uomini, realizzare il senso della vita
vivendo secondo l’immagine di Dio che noi siamo, secondo
il Suo progetto che
ha rivelato in Cristo. Questo progetto è semplicemente
amare! Nel Messaggio per la XXIV GMG il Papa ha invitato
i giovani a “non cedere alle
insidie dell’idolatria del denaro, dei beni materiali,
della carriera e del successo e a coltivare invece
l’amore per il prossimo sforzandosi di porre se stessi e
le proprie capacità umane e professionali al servizio
del bene comune”. Il vero successo non è
soddisfare i propri istinti narcisistici ed edonistici,
non è neppure avere potere e denaro a qualunque costo,
non è diventare famosi (come tentano di inculcarci
alcuni squallidi reality show televisivi), ma è
diventare quello che dobbiamo essere, figli di Dio:
questo è il Progetto
per il quale Dio ci ha creati. |