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      di PINO FANELLI cantautore


Shakira  in  Waka Waka

L’inno dei mondiali di calcio 2010, Scritto e cantato da Shakira, coinvolge in un crescente ritmo caraibico con strumenti e musicalità afro-colombiani. È un testo che parla di unità e integrazione tra paesi. anche Per favorire la solidarietà verso i paesi africani i proventi della canzone saranno devoluti a “20 centers for 2010”, un’associazione che promuove i cambiamenti sociali in africa

 

You’re a good soldier

Choosing your battles 

Pick yourself up And dust yourself off

Get back in the saddle 

You’re on the front line

Everyone’s watching

You know it’s serious

We’re getting closer 

This isn’t over

The pressure’s on; you feel it But you got it all; believe it

When you fall, get up, oh oh

And if you fall, get up, eh eh

Tsamina mina zangalewa / Cause this is Africa / Tsamina mina eh eh

Waka waka eh eh

Tsamina mina zangalewa

This time for Africa

Listen to your god;

this is our motto

Your time to shine

Don’t wait in line Y vamos por todo

People are raising their expectations

Go on and feel it This is your moment

No hesitation Today’s your day

I feel it

You paved the way,

Believe it

If you get down

Get up oh, oh

When you get down,

Get up eh, eh

Tsamina mina zangalewa

This time for Africa

Tsamina mina eh eh

Waka waka eh eh

Tsamina mina zangalewa

Anawa a a

Tsamina mina eh eh Waka waka eh eh

Tsamina mina zangalewa

This time for Africa

Sei un bravo soldato,

scegliere le tue battaglie

ti fa riprendere
e ti rimette in gioco

torna in sella
sei in prima linea
tutti ti stanno osservando
sai che è una cosa seria
ci stiamo avvicinando
questa non è la fine
la pressione è alta;

la senti
ma hai tutto; credici
quando cadi, rialzati
e se cadi, rialzati
 

Tsamina mina zangalewa
perché questa è l’Africa
Tsamina mina eh eh
Waka waka eh eh
Tsamina mina zangalewa
questa volta per l’Africa
Ascolta il tuo dio;
questo è il nostro motto
è il tuo momento

per brillare
non aspettare in riga
e andiamo per tutti
la gente sta alzando

le proprie aspettative
va’ avanti e sentilo
questo è il tuo momento
nessuna esitazione

oggi è il tuo giorno
lo sento

ti sei già aperto la strada, credici

se cadi rialzati

quando cadi Rialzati

Tsamina mina zangalewa
questa volta per l’Africa
Tsamina mina eh eh / Waka waka eh eh
Tsamina mina zangalewa / Anawa aa
Tsamina mina eh eh / Waka waka eh eh
Tsamina mina zangalewa
questa volta per l’Africa

questa volta per l’Africa… è il tuo momento per brillare”: i mondiali di calcio 2010 sono stati un’occasione di grande visibilità per un continente troppo dimenticato: l’Africa. Benedetto XVI nel 2009, in occasione del Sinodo per l’Africa, ha evidenziato che il “continente nero” rappresenta una straordinaria risorsa spirituale per il resto del mondo; continuano a riaffermarlo le organizzazioni di volontariato e, soprattutto, lo sanno e lo ripetono i tanti missionari e operatori umanitari che da tempo ci vivono, superando grandi difficoltà e prendendo posizione contro la violenza, gli errori e le ingiustizie, accanto alle popolazioni locali di cui sottolineano straordinarie virtù e forza d’animo. Oltre alle risorse spirituali il continente africano ha anche abbondanti risorse naturali: petrolio, rame, pietre preziose, minerali che hanno un valore economico e strategico decisivo per la fabbricazione di micro conduttori, microprocessori, come il coltan. Ma i popoli dell’Africa invece di goderne come benedizione e fonte di sviluppo, sono vittime di una cattiva gestione da parte delle autorità locali e dello sfruttamento dei poteri stranieri, tra cui le multinazionali con le loro strategie centrate sui propri interessi e non su quelli africani. L’Africa è il continente più ricco di materie prime del mondo, ma è anche quello in cui c’è più gente che muore di fame e di malattie. è un continente bloccato economicamente perché bloccato politicamente. I regimi africani, infatti, continuano ad avere una gestione fortemente antidemocratica e autoritaria che impedisce lo svolgimento delle attività economiche nella piena trasparenza delle regole giuridiche e di mercato; la corruzione è forte e l’ingiustizia più grande è che la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi, mentre la maggioranza della popolazione vive in una situazione di estrema povertà. C’è, inoltre, una cattiva amministrazione del denaro pubblico, spesso investito in attrezzature militari piuttosto che nella costruzione di infrastrutture come scuole, strade, linee ferroviarie, rete elettrica, acquedotti, ospedali, telecomuni-cazioni… Una delle grandi piaghe dell’Africa, poi, è l’analfabetizzazione. Il sistema scolastico è poco sviluppato, in alcuni casi praticamente inesistente, e nella classifica dei Paesi in base al tasso di alfabetizzazione quelli africani si collocano in genere agli ultimi posti. Le università sono poche e inaccessibili a una vasta maggioranza della popola-zione, di conseguenza mancano scienziati, ingegneri, insegnanti...

Lo sviluppo di un Paese comincia dall’alfabetizzazione: sapere serve a proteggersi e a combattere; non saper leggere per molti significa isolamento, dal mondo e nel mondo, impossibilità di trovare il proprio posto nella collettività in accordo con le proprie idee, di scegliere il proprio lavoro, di difendere i propri diritti, e di determinare con scelte consapevoli i cambiamenti importanti per il proprio ambiente di riferimento.
È urgente quindi che, dopo il grande evento del Mondiali di calcio 2010, i riflettori non si spengano, che i Paesi più sviluppati si prendano un serio impegno: aiutare davvero gli africani a crescere e a progredire.

Ma anche i leader politici africani con i loro governi devono impegnarsi a far sì che il vero “Mondiale dell’Africa”, un campionato di sviluppo, di giustizia e di diritti umani, molto più impegnativo e decisivo di quello calcistico appena concluso, prenda subito avvio e porti gli “ultimi” dell’Africa e del Sud del mondo a una vittoria piena e indiscutibile, un successo prezioso e indispensabile per un miglior futuro dell’intero pianeta.

 Per riflettere
*I Mondiali di calcio ti hanno aiutato a conoscere meglio il continente africano con le sue potenzialità e i suoi problemi?
*Credi nello sport come opportunità per unire i popoli e mettere in circolo la solidarietà? A riguardo cosa fai nell’ambiente in cui vivi?

*Quanto è importante per te il diritto all’istruzione per un popolo?

*Cosa possono fare i Paesi più ricchi per aiutare l’Africa a crescere? E tu cosa puoi fare nel tuo piccolo?


                                                                              da SE VUOI, n. 5/2010

   

 

 Istituto Regina degli Apostoli per le vocazioni (Suore Apostoline), via Mole 3, 00040 Castel Gandolfo / Roma

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