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      di PINO FANELLI cantautore


 

Raf  in “Metamorfosi”, 2008

 Metamorfosi

 

C’è qualcosa che nasce da lì 
dove tutto finisce e così 
quando non c’è più niente da fare 
c’è qualcosa che… 
C’è qualcosa, qualcosa di te 
tra le parole e il disordine 
e i pensieri scomposti e smarriti 
sparsi qua e là… 
Forse il mondo riuscirà 
a rifarsi il trucco e l’abito 
come una farfalla che mi gira intorno 
e in fondo è un po’ 
come se tu fossi sempre qua 
puntualmente,
in ogni cosa bella che mi capita 
per ricordarmi che ogni giorno
è il giorno migliore 
Siamo in viaggio da sempre 
qui dove niente si crea 
né si distrugge 
tra realtà illusorie 
e infinite metamorfosi… 
E anche l’abbraccio più intenso 
quando credi che sia l’ultimo 
è qualcosa di più, di più, di più 
mentre il mondo cade giù 
chiede il paradiso al diavolo 
io resto sempre più là
fuori dal tempo. 
Dove sarai a nasconderti,
chissà da qualche parte,
in qualche angolo della mia anima. 
Oggi un anno se ne va
ma è un giorno come gli altri 
uno qualunque 
Si, un anno se ne va
ma è un giorno come gli altri 
uno qualunque 
perché ogni giorno
è il giorno migliore 
ogni giorno è il giorno migliore…

 

“Siamo in viaggio da sempre qui dove niente si crea né si distrugge tra realtà illusorie e infinite metamorfosi”: la trasformazione è nel DNA della natura. Tutte le realtà create hanno un ciclo vitale di nascita, crescita/sviluppo, morte. Pensiamo alle piante, agli animali e alla stessa vita umana... La materia è in continua trasformazione. Biologia e chimica ci insegnano che le cellule del nostro corpo si rinnovano continuamente.

Mutano continuamente anche gli avvenimenti intorno a noi, la nostra stessa storia personale. è quanto dice Raf parlando del titolo del suo nuovo album: «...è una parola chiave sia dal punto di vista personale sia generale. Intorno a noi il mondo sta cambiando continuamente malgrado la nostra volontà. Prendiamo, per esempio, il clima, la situazione geopolitica o quella economica (con l’attuale recessione). Tutto ciò pone degli interrogativi. In senso più ampio parla delle continue metamorfosi che avvengono intorno a noi, delle quali sembriamo non accorgerci perché siamo presi dalla nostra vita. Se rimanessimo un po’ fermi in mezzo a un prato ci annoieremmo e non ci accorgeremmo delle infinite metamorfosi che avvengono nella natura intorno a noi. Nello specifico della canzone c’è la volontà di credere che tutto non sia limitato all’arco di una vita, così come la intendiamo noi: nascita e morte, ma sia qualcosa di molto più grande, qualcosa che continua come se la vita stessa fosse parte di una grande metamorfosi».

È anche il pensiero di Teilhard de Chardin che concilia la teoria darwiniana dell’evoluzione con la fede cristiana: tutto l’universo e la vita stessa in tutte le sue forme ed espressioni sono in continua evoluzione verso forme sempre più perfette e convergono verso un punto di approdo che è Dio. S. Paolo è sulla stessa linea quando dice che “tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo” (Rm 8,22-23). “Siamo in viaggio …tra infinite metamorfosi” finché “Dio sarà tutto in tutti” (1Cor 15,28).
“C’è qualcosa che nasce da lì dove tutto finisce e così quando non c’è più niente da fare c’è qualcosa che…”: nella vita affrontiamo continui cambiamenti: positivi (sposarsi, diventare mamma o papà, una nuova professione…) o negativi (perdere una persona cara, una malattia, perdere il lavoro…). Solitamente per i cambiamenti positivi siamo più preparati, mentre quelli negativi ci mandano in crisi. Ma anche per questi ultimi bisogna reagire con coraggio e fiducia. A volte proprio dai momenti che ci mettono a dura prova può nascere un percorso nuovo di vita. Per esempio, l’esperienza della guarigione da una malattia può farci crescere e maturare nella riscoperta dei valori essenziali della vita. Là dove tutto sembra finire, tutto può anche ricominciare.
“il mondo cade giù chiede il paradiso al diavolo… forse il mondo riuscirà a rifarsi il trucco e l’abito”: il nostro mondo sembra andare a rotoli, ma può cambiare. Il trend negativo può essere invertito dal nostro impegno per un mondo più giusto, più vivibile e più simile a come Dio lo ha voluto. I grandi cambiamenti sono sempre avvenuti grazie al coraggio e all’intraprendenza di uomini e donne che hanno creduto fino in fondo che un mondo diverso è possibile. Abbiamo una grande responsabilità verso le generazioni che verranno: quale mondo vogliamo loro consegnare?
“ogni giorno è il giorno migliore”: un invito alla speranza. Ogni giorno può essere l’opportunità per un nuovo cammino, per ricominciare “qui” e “ora”. Vivere il presente in profondità, senza sprecarlo è il segreto per cambiare la realtà, attuando quella “metamorfosi” che può dare un volto più umano al nostro mondo e alla nostra storia.

 

 

 

Per riflettere
* Nella tua vita quali sono stati i cambiamenti positivi e quali quelli negativi?
* La vita è un viaggio tra infinite metamorfosi: cosa ti ha fatto crescere?
* Come reagisci ai cambiamenti negativi?
* Credi di poter cambiare in positivo la tua vita, il mondo in cui vivi? Come?
* Coltivi la speranza? Sei convinto che ogni giorno può essere il migliore?

 

                                                                           da SE VUOI, n. 1/2009

   

 

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