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      di PINO FANELLI cantautore


THE SUN  in “Spiriti del sole", 2010

I “The Sun”, nati dalle ceneri dei “Sun Eats Hours”, hanno pubblicato “Spiriti del sole”, il primo album in lingua italiana. In un’intervista la band vicentina afferma che il disco segna la loro rinascita: «il sole, che splende su di noi, ha illuminato la nostra vita. in questo Nuovo lavoro abbiamo voluto parlare di noi a 360°». È un album dalle tinte punk-pop, con brani più veloci e altri melodici, i testi parlano di amore, amicizia, famiglia, e fede cristiana, scelta che ha causato alcune critiche. “Strada in salita”, sul tema dello smarrimento, racchiude un grande messaggio: nella vita è importante avere un obiettivo e lottare nel modo giusto per raggiungerlo.

 

 STRADA IN SALITA

 

Ed eccomi qua senza una meta
senza una strada senza sapere

quanto manca e dove vado

cosa non vedo.
Vale così poco questo tempo

se non capisco dove sono

e quello che sento.
 

Ma io so che voglio un sogno

e voglio un senso

voglio una partita
che mi faccia dare il meglio
che questa vita sia
la mia strada in salita
che mi possa guidare
in ciò che amo e così sia.
 

Ed eccomi qua
ci son passato di nuovo a pelo

come l’ultimo istante

in cui cadevo
ad occhi chiusi quando chiedi
e ormai non credi
che ci sarà qualcosa lì per te.

 

Ma in fondo è in quel momento che
voglio un sogno

e voglio un senso
voglio una partita
che mi faccia dare il meglio

e che questa vita sia
la mia strada in salita
che mi possa guidare
in ciò che amo e così sia.
 

Dì, conosci uomini che
senza aver lottato

abbiano donato
un senso in più a questa vita?Conosci sogni degni del nome

che gli hai dato

che non ti siano costati

in sangue e occhi al Cielo?
 

Ed è così che io credo
voglio un sogno

e voglio un senso
voglio una partita che mi faccia

dare il meglio che questa vita sia
la mia strada in salita

che mi possa
guidare in ciò che amo

e così sia.

 

“eccomi qua senza una meta senza una strada senza sapere quanto manca e dove vado cosa non vedo”: oggi i giovani, e non solo, vivono un senso di vuoto interiore, di smarrimento. Tra gli adolescenti i comportamenti suicidi sono la prima causa di morte e si prevede che nel 2020 la depressione sarà la prima causa di invalidità nel mondo. Prevale il paradigma della “società liquida”: l’uomo non può guardare né al passato né al futuro, ma solo al proprio sentire nel presente, alle sue necessità del momento. Così non ci si può chiedere più “perché” ma soltanto “come”, e ha senso solo il provare emozioni forti. Questo paradigma della liquidità priva, in particolare i giovani, della dimensione del senso e del significato.

“voglio un senso”: pare che circa il 30% delle forme depressive sia legata alla mancanza di un senso nella propria vita. Lo psichiatra austriaco Victor Frankl afferma che è difficile trovare un senso, in primo luogo perché la scuola, la famiglia e la società stessa non ci hanno insegnato a cercarlo. In un’epoca in cui le antiche tradizioni vacillano, le istituzioni non sono più un riferimento stabile, l’individuo si trova di fronte al dubbio esistenziale fondamentale: “che senso ha tutto ciò?”.

Accantonare la domanda, rimandare la risposta, o accettarne una preconfezionata non sono soluzioni soddisfacenti. La risposta è personale e la si trova dentro di sé. Avere uno scopo nella vita significa avere un orientamento, una direzione, dei riferimenti per il proprio cammino che dànno un senso alla quotidianità - a quanto accade di positivo o di negativo - inserendola in un progetto più ampio. La nostra vita si realizza pienamente se manteniamo la fede incrollabile in un senso e per individuarlo è necessario ascoltare e meditare, coltivare la relazione con Dio. Se l’uomo del terzo millennio taglia questo legame, si oscura il valore della vita, che diventa una navigazione senza quell’approdo a cui siamo tutti chiamati.
“voglio un sogno”: avere dei sogni e realizzarli è importante. I sogni autentici sono scritti a caratteri indelebili nel DNA del nostro cuore e non avremo pace finché non li avremo realizzati. Chi ha fede nel suo sogno ha la possibilità di vederlo realizzato. Ma prima bisogna trovarlo, facendo attenzione ai segnali che ci giungono anche dall’esterno e indicano, man mano, la strada. Altro “ingrediente” importante è la fiducia, in Dio e in noi stessi.
“voglio una partita che mi faccia dare il meglio, che questa vita sia la mia strada in salita che mi possa guidare in ciò che amo e così sia… Conosci sogni degni del nome che gli hai dato che non ti siano costati in sangue e occhi al Cielo?”: le difficoltà della vita ci fanno maturare e possono diventare occasioni per interiorizzare i veri valori. Nella società del “tutto e subito” è difficile capire che le cose bisogna conquistarsele con fatica. Gli adulti di oggi, nati nel boom economico, cresciuti nel benessere, diventano padri e madri di figli per i quali ogni bisogno è soddisfatto prima che emerga. Questo è un grande male, perché la vita non va così. La vita chiede impegno e costanza, e anche sacrificio. Basta pensare alla crisi e al mondo del lavoro. Sigmund Freud dice che “tra il desiderio e la sua realizzazione c’è un distacco che solo il labor è in grado di colmare”, quindi sogni e bisogni si realizzano solo “dandoci dentro”. È bello vedere i giovani (e ci sono!) che si impegnano per un ideale, questo è un efficace allenamento per essere più “palestrati”, e per realizzare i nostri sogni.

 

 

qualche domanda  X Te...

- Ti sei mai chiesto qual è il senso della tua vita?

- Cosa/chi la riempie di senso e perché?
- Qual è il tuo sogno più grande?

- Quanto contano le difficoltà per crescere?


                                                                              da SE VUOI, n. 1/2011

   

 

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