per i giovani che guardano al futuro  

 

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      di PINO FANELLI cantautore


 

Valerio Scanu  in “Per tutte le volte che”, 2010

VALERIO SCANU, NATO A LA MADDALENA IL 10 APRILE 1990, NUOVO VINCITORE DEL FESTIVAL DI SANREMO, PRESENTA IL SUO 2°ALBUM, CHE PRENDE IL TITOLO DAL BRANO SANREMESE “PER TUTTE LE VOLTE CHE”. VALERIO DEVE IL SUO LANCIO ARTISTICO ALLA TRASMISSIONE “AMICI”, DI MARIA DE FILIPPI E ALLA CANZONE “RICORDATI DI ME” INSERITA NELLA COLONNA SONORA DEL FILM AMORE 14 DI FEDERICO MOCCIA. NELLA SUA NUOVA RACCOLTA DEDICA MOLTO SPAZIO AL TEMA DELL’AMORE. IL BRANO PIÙ SIGNIFICATIVO È “INDISSOLUBILE”, CHE VI PRESENTIAMO

 

INDISSOLUBILE

 

So costruire dalla polvere
una città per farti vivere
dare riparo

all’immenso bisogno
che ho di te
e se crollasse il cielo
tu stringimi le mani
che esploda

il mondo intero
noi ce ne andremo lontani,
non saremo mai io e te lontani
perché prima di noi
furono le stelle a scegliere
il nostro domani, indissolubile
sa costruire cose splendide
come la gioia
che mi sa infondere
senza dissolvere mai
questo amore che ho,

per te
e se svanisse l’aria
ti bacerò per sempre
che bruci ogni strada
noi voleremo lontani,
non saremo mai io e te lontani
perché prima di noi
vennero gli alberi a scegliere
di farci incontrare
adesso qua domani,
poi saremo

ancora più vicini
perché dopo di noi
sarà una favola raccontare
il nostro amore, indivisibile
vedremo sempre

tracce di noi
come una scia indissolubile lontani,
non saremo mai io e te lontani
perché prima di noi
furono mari e montagne
a decidere il nostro domani
che adesso è qua domani,
poi saremo

ancora più vicini
perché prima di noi
saremo cuori per strada
a rivivere il nostro amore
indissolubile.

 

“l’immenso bisogno che ho di te”: l’essere umano è fatto per la relazione. Le prime pagine della Bibbia (cf. il Libro della Genesi)dicono che Dio ha creato l’uomo e la donna per essere complementari: in entrambi c’è una tensione all’apertura, all’altro. La persona umana non è autosufficiente, ha bisogno degli altri e in particolare di un “altro”, di un compagno, di un coniuge, con cui relazionarsi. Questa attrazione reciproca non è semplicemente un istinto naturale, ma più profondamente è vocazione alla comunione.

“prima di noi furono le stelle a scegliere il nostro domani”: l’origine e il futuro dell’uomo e della donna non dipendono da previsioni astrologiche ma dal progetto creativo di Dio che ha voluto renderli partecipi del suo Amore. L’uomo e la donna, nella libertà, si scelgono e realizzano, nel loro reciproco donarsi, la vocazione all’amore.

 “indissolubile”: “questo” amore, per essere vero, richiede una promessa e un impegno di fedeltà, di totalità, una volontà condivisa, una durata nel tempo, che lo rendono, appunto, indissolubile, cioè che non si può slegare, rompere, separare: qualcosa di stabile, forte. Oggi indissolubilità è un temine fuori moda. L’amore viene spesso banalizzato, mercificato, svuotato del suo valore profondamente umano e spirituale; anche la stabilità del matrimonio è messa in dubbio e da molti non è più accettata. Recenti statistiche dicono che il numero dei matrimoni è diminuito rispetto agli anni precedenti. Aumentano invece le convivenze: una reciprocità troppo debole dove non si va oltre il progetto del proprio “io”, dove non c’è una progettualità condivisa. L’ “io”, e non il “noi”, continua ad essere il punto di riferimento per entrambi. L’altra persona resta sempre un compagno o una compagna “in prova”. È una modalità che fa cadere la valenza del dono reciproco e fa prevalere il piacere di stare con l’altro senza impegni, né progetti di coppia, né responsabilità reciproche. Per i “sempre giovani” più passa il tempo più è difficile compiere scelte definitive in campo affettivo.

 Le motivazioni di questo atteggiamento sono anche economiche, ma in realtà alla base c’è spesso un’insicurezza affettiva: non fondare il proprio legame su basi stabili significa poter chiudere in ogni momento il rapporto. Ciò che inquieta e spaventa di più è il timore di un “impegno per la vita”, visto come un grosso limite alla propria libertà. In una cultura e in una società liquida, come dice il sociologo Z. Bauman, in cui i legami sono sempre più fragili e deboli, parlare di cose stabili mette paura, angoscia, la soluzione è rimandare. Ma legami deboli portano anche ad un amore debole, ad un matrimonio debole, ad una famiglia debole, ad una società debole… L’impegno più grande in campo educativo è quello di aiutare le giovani generazioni a considerare il “per sempre” non solo come un rischio, ma anche come un’opportunità per un rapporto di coppia sempre più ricco e profondo. La sfida è quella di fare del rapporto di coppia un’oasi di stabilità in un mondo che cambia continuamente; occorre conciliare l’indissolubilità dell’amore e del matrimonio con l’orizzonte di mobilità e precarietà in cui siamo immersi. Ma occorre anche un cambio di prospettiva etica e religiosa nel presentare l’indissolubilità: non quella del “dovere”, ma piuttosto quella della fedeltà, e quindi del dover essere. L’amore autentico è sincero quando afferma: “Ti amerò per sempre”. L’educazione all’amore, sempre più urgente e necessaria, in realtà è educazione a donare. Amare vuol dire donare all’altro tutta la propria storia: quella bella e quella oscura, tutti i giorni: quelli felici e quelli meno felici, come ci si promette reciprocamente nel rito del matrimonio. Il percorso che i giovani devono intraprendere è quello che li aiuta a comprendere che vale la pena donarsi realmente a qualcuno (una persona, Dio, un ideale) e vale la pena impegnarsi per rimanere fedeli al dono.

 

 

Per riflettere
 

** Quanto spazio dedichi alle relazioni?

** Qual è la qualità delle tue relazioni, quali princìpi le guidano?

** L’amore è la vocazione a donarsi reciprocamente

     o semplicemente istinto?

** Nel tuo rapporto di coppia (fidanzamento, matrimonio)

     su quali basi fondi il tuo cammino?

** Credi nel valore dell’indissolubilità?


                                                                              da SE VUOI, n. 4/2008

   

 

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